Lecco. Negli hotel  è ancora tutto vuoto

Lecco. Negli hotel

è ancora tutto vuoto

Il turismo: primi ritorni tra bar, ristoranti e ufficio Iat ma siamo molto lontani dalle presenze di un anno fa. Il ristoratore in piazza: «In corner, ma ci salveremo»

Dopo la riapertura delle frontiere, primi turisti stranieri finalmente in arrivo anche a Lecco. Francesi, tedeschi, spagnoli, polacchi e svizzeri sono giunti negli ultimi giorni in città, presenze che fanno ben sperare in vista di una stagione turistica iniziata con il freno a mano tirato a causa del lockdown per il Covid. «La partenza – spiega Francesca Zuccoli, dell’Infopoint turistico di Lecco – è stata a rilento anche a causa del meteo. In questi giorni siamo stati contati dai primi turisti stranieri giunti in città, 6 o 7 arrivi che fanno ben sperare: una coppia di turiste svizzere che si fermeranno una settimana; un americano che era qui per lavoro ma che ha deciso di fermarsi e visitare il lago di Como, poi polacche e spagnole». La maggioranza delle presenze e dei contatti continua però ad arrivare dalla Lombardia: «Riceviamo tantissime telefonate che chiedono cosa si può fare nel fine settimana e sui battelli. Ne abbiamo ricevuta una anche dalla Liguria di una persona che voleva fare il sentiero del viandante. Sono aumentate le richiesta di alloggi, soprattutto per quel che riguarda la Valsassina, in particolar modo per quel che riguarda le case da affittare. Rispetto al passato è cresciuta anche le richieste di informazione in merito alle aree camper attrezzate, e questa è una novità».

Di movimento, pricipalmente per quel che riguarda un turismo di prossimità, sembra essercene in città: «Domenica scorsa – conclude Francesca Zuccoli - per la prima volta la piazza era piena anche all’orario di pranzo quando di solito è vuota. Sono segnali che fanno ben sperare».

E a un pronto ritorno dei turisti stranieri crede anche Patrizio Todeschini del bar, ristorante, enoteca Frigerio di piazza XX Settembre: «Sono convinto – racconta - che in un paio di settimane torneremo a vedere molti turisti stranieri. L’altro giorno avevo 5 tedeschi seduti al tavolo. Mi sto organizzando come fosse una stagione normale, poi vedremo quanto riusciremo a lavorare». I segnali al momento sono ancora contrastanti: «Noi abbiamo riaperto a inizio mese e durante il ponte del 2 giugno abbiamo lavorato bene, poi c’è stato un crollo importante. In settimana la situazione è calma, molto sotto il normale. Per noi è importantissimo il meteo, e negli ultimi giorni ha fatto temporali e freddo, oltre al turismo che è quello che la differenza. Quando c’è il bel tempo si lavora bene, perché la piazza è comunque viva. Io sono fiducioso, credo che quest’anno ci salveremo in corner».

Sul fronte degli alberghi, invece, non arrivano ancora segnali concreti di ripartenza: «Siamo ancora in alto mare, ancora non si muove niente. – è l’amaro commento di Paolo Castagna dell’Hotel Alberi sul lungolario Isonzo - Ora che non ci sono i classici turisti, speravamo nel turismo commerciale e di affari. In un anno normale non è una quota così grossa, ma in queste condizioni ci contavamo, ma non è ripartito nemmeno quello». Di prenotazioni, dunque, ne arrivano ben poche: «Come ci attendevamo in questo mese di giugno non ci sono stati arrivi dall’estero, anche perché hanno appena riaperto i confini. Per luglio abbiamo poche richieste».

I turisti nostrani che arrivano a Lecco però non pernottano: «La cultura del lago – conclude - nell’italiano non c’è, mentre appartiene ad esempio a francesi e tedeschi. L’italiano arriva e sta per mezza giornata, non di più. Come albergatori siamo costretti a vivere alla giornata, dobbiamo gestire questa situazione di cui non abbiamo colpe. Con il lockdown abbiamo avuto tantissime disdette e al momento non ci sono segnali incoraggianti di ripartenza».


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