Lecco. «Navigator: sfruttiamo

le loro competenze»

I sindacati lecchesi alla mobilitazione di Milano, il contratto di questi tecnici è in scadenza ad aprile - A Lecco hanno avviato al lavoro il 35% dei richiedenti

Lecco. «Navigator: sfruttiamo le loro competenze»
Sono dodici i navigator attivi nel Lecchese, nove nel centro per l’impiego di Lecco e tre a Merate

Le rappresentanze sindacali lecchesi di Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uil-Temp hanno partecipato a Milano davanti alla prefettura alla mobilitazione nazionale indetta in vista della scadenza, a fine aprile, del contratto dei navigator.

Nei numeri si tratta di 2.680 navigator a livello nazionale, 293 in Lombardia e 12 in provincia di Lecco, di cui 9 nei centri per l’impiego del capoluogo e 3 a Merate.

Se 12 sembrano pochi, basti però pensare che secondo quello che è probabilmente il miglior dato d’Italia hanno trovato lavoro nel Lecchese a 700 persone, pari al 35% dei percettori di reddito di cittadinanza. Nella qualità del dato entra anche il fatto che il 60% ha mantenuto una stabilità lavorativa, segno che il matching fra domanda e offerta fatto dai navigator è stato centrato.

Ma a breve il contratto dei navigator con Anpal scadrà e a loro non resta che inserirsi nei concorsi aperti per aumentare l’organico dei centri per l’impiego, ma senza poter presentare come requisito qualificante l’esperienza maturata. Una situazione pre la quale a Lecco nei giorni scorsi anche la dirigente del settore lavoro della Provincia, Cristina Pagano, ha dichiarato che «è necessario potenziare i Centri per l’impiego e, quindi, integrare in organico i navigator».

Oltre a un rapido potenziamento dei Centri per l’Impiego, in una nota congiunta diffusa ieri da Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp i sindacati chiedono una proroga dei contratti, in aggiunta alla riforma degli ammortizzatori sociali, alla stabilizzazione di tutti i collaboratori precari assunti da Anpal e al riconoscimento di una prelazione o comunque di punti a favore nei concorsi.

«I navigator sono lavoratori con alta professionalità – ci dice Marina Fumagalli a margine della manifestazione di ieri – che da 18 mesi lavorano per intercettare il maggior numero di proposte di lavoro a cui indirizzare i percettori di reddito di cittadinanza. Ora è tempo che abbiano un riconoscimento per il lavoro svolto, tantopiù che si sono trovati ad operare senza avere precisa pianificazione e soprattutto senza database in grado di comunicare fra loro, cosa che ha reso più difficile incrociare domanda e offerta di lavoro. I navigator si sono inventati strategie proprie per riuscirci».

Ad oggi, scrivono i sindacati in una nota congiunta, sul tema «il ministero del Lavoro ha negato qualunque occasione di confronto per provare a condividere le soluzioni più adeguate in grado di creare i presupposti di continuità lavorativa di questi collaboratori, nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche attive del lavoro. Il mancato rinnovo dei contratti comporterebbe dunque gravi ripercussioni sia dal punto di vista occupazionale, considerato il numero delle persone coinvolte, ma anche sotto l’aspetto dell’impoverimento dei servizi erogati alla collettività, che registrerebbero una inevitabile e preoccupante regressione».

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