Lecco. Mulattiere chiuse  Il malumore viaggia sul web
Paolo Galbusera

Lecco. Mulattiere chiuse

Il malumore viaggia sul web

La chiusura dei sentieri nel Comune di Lecco non smette di far discutere

Anche dopo i chiarimenti forniti da Brivio un gruppetto di cittadini ad inviare una lettera al sindaco per chiarire la propria posizione e generare una nuova discussione sull’argomento.

«Abbiamo appreso - scrivono i firmatari - i motivi ispiratori della sua ordinanza. Tale norma le è stata suggerita dalla necessità di evitare assembramenti che “potrebbero” favorire la diffusione del virus Covid19, riteniamo comunque di sentirci profondamente offesi della scarsa fiducia che nutre in noi, e in tutti gli altri cittadini lecchesi che potranno condividere questo appello. Cittadini che finora hanno dimostrato un alto senso civico». «Non si capisce -precisa Lodovico Colombo, uno dei firmatari - perché il rischio di assembramenti su sentieri e ciclabile dovrebbe diminuire fra 15 giorni, questo il sindaco non ce l’ha spiegato; il rischio o c’è o non c’è ma certo non sparisce procrastinando l’apertura di tali aree. Questo è un esempio della scarsa chiarezza che caratterizza in generale questo periodo e che genera molta confusione nei cittadini».

«La motivazione della manutenzione dei sentieri è debole - dice Paolo Galbusera, un altro firmatario - io abito nella zona alta della città dalla quale vedo numerosi sentieri, non vi è traccia di persone che svolgano manutenzione. Si è scelto il sistema delle sanzioni che deresponsabilizza il cittadino e lo fa sentire un “delinquente” quando svolge normalissime attività permesse dal Dpcm; la nostra richiesta di revocare l’ordinanza non nasce dal pur legittimo desiderio di passeggiare sulla ciclabile o verso il Rifugio Stoppani ma dal desiderio di allentare la tensione psicologica di tutti i lecchesi, praticamente chiusi in casa da due mesi; si insiste sia a livello generale che locale nel minimizzare l’impatto psicologico della mancata possibilità di stare serenamente all’aria aperta a svolgere o meno attività motoria e sportiva. E il gioco per i bambini? Così fondamentale e così vietato. Come se non bastasse - conclude Colombo - i sindaci del Lecchese si sono dati linee guida comuni ma ciò non impedisce a noi lecchesi di essere penalizzati dato che gli altri sindaci hanno aperto i sentieri almeno ai residenti, un mandellese può raggiungere quota 1400 metri e noi manco Campo dei boi».

L’appello verrà diramato pubblicamente con l’invito, a chi fosse d’accordo, di sottoscriverlo.


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