Lecco, minacce di morte al sindaco Gattinoni
Le minacce a Mauro Gattinoni nel rione di Malavedo

Lecco, minacce di morte
al sindaco Gattinoni

Il casoIeri pomeriggio è scattato l’allarme, informato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. «Penso al gesto di un cretino, dopo che ho firmato il progetto di legge contro l’apologia di fascismo e nazismo»

Minacce di morte nei confronti del sindaco di Lecco Mauro Gattinoni sono apparse ieri nel rione di Malavedo. Tracciata con la bomboletta spray nera è infatti stata realizzata la scritta “Morte al sindaco” sulla porta della vecchia palestra di via Bolis.

Informato del fatto, nel pomeriggio, Gattinoni ipotizza si possa trattare della stessa mano che due giorni fa, a poche centinaia di metri di distanza, ha realizzato due svastische accompagnate da una frase antisemita con riferimento all’Olocausto: «Credo - commenta raggiunto al telefono in serata - si sia trattato di un gesto di un cretino che è in giro a realizzare scritte fasciste per Lecco, in zona San Giovanni e a Malavedo. Ipotizzo che la minaccia sia arrivata a seguito della mia sottoscrizione del progetto di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti a fascismo e nazismo e contro la vendita e produzione di oggetti con simboli a essi riconducibili. Vista la tempistica, lo spray nero usato in entrambe le circostanze, le sgrammaticature di tutte e due le scritte, immagino che i due episodi siano collegati».

L’antefatto

Un’adesione convinta quella del sindaco Gattinoni alla legge di iniziativa popolare, tanto che aveva postato sui social la foto del momento della firma accompagnata da questa spiegazione: «La giornata della Memoria appena celebrata, episodi di carattere nazionale e le recenti scritte apparse in Città evocanti l’Olocausto, così come i simboli sulla sede dell’Anpi impongono alle Istituzioni di non abbassare la guardia e rinnovare il proprio impegno. E a ciascun cittadino di non restare indifferente davanti alla diffusione di messaggi inneggianti alle pagine più buie della nostra storia».

A nemmeno 24 ore di distanza la comparsa delle minacce di morte «La scritta - conclude - presenta un errore d’ortografia così come era capitato con la precedente frase antisemita a Malavedo. Essendo realizzata su un edificio privato, abbiamo chiesto ai proprietari che venga rimossa il più velocemente possibile. Non voglio dare troppo peso a questo fatto, per non dare troppa soddisfazione e importanza a questo soggetto».

La solidarietà

Immediata la solidarietà delle Istituzioni: «Non ho ritenuto di presentare denuncia, ma ho informato il comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è riunito oggi. Ringrazio della solidarietà il prefetto, il questore, il presidente della Provincia e i comandi di Carabinieri e Finanza».

Dall’inizio dell’anno, proprio nella zona di Malavedo e Rancio, continuano a ripetersi episodi simili. A gennaio, alla vigilia della Giornata delle Memoria, una svastica era stata disegnata nel rione di Rancio. Pochi giorni prima un’altra svastica era comparsa sulla targa esterna sede dell’Anpi provinciale Lecco in via Mentana.


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