Lecco. Metalmeccanici   Quasi unanime il sì al contratto
Il 98% dei metalmeccanici ha votato sì all’ipotesi di contratto

Lecco. Metalmeccanici

Quasi unanime il sì al contratto

Si è conclusa la consultazione nelle fabbriche, il 98% delle tute blu lecchesi ha approvato l’accordo - Nonostante la pandemia la partecipazione è stata alta

Le consultazioni nelle aziende si sono concluse: la stragrande maggioranza dei votanti ha approvato l’ipotesi di accordo sottoscritta da Fim, Fiom e Uilm con Federmeccanica e Assistal, che nelle prossime settimane – definiti tutti i dettagli – provvederanno alla firma definitiva per la successiva applicazione.

Il 98% dei metalmeccanici lecchesi ha mostrato di apprezzare i contenuti del nuovo contratto nazionale, che comporterà diversi elementi positivi, tra aumenti salariali, revisione dell’inquadramento professionale e diritto alla formazione continua. Un risultato che i sindacati salutano con soddisfazione. «L’esito di questa consultazione è molto importante – è l’esordio di Maurizio Oreggia, segretario generale della Fiom di Lecco -, a partire dal numero di lavoratori che siamo riusciti a coinvolgere con un grande impegno e dispiegamento di forze. Vista la pandemia, le assemblee si sono svolte con una partecipazione contingentata e questo ci ha portato a tornare nella stessa azienda anche 5 o 6 volte, come in Technoprobe. Tra l’altro, a partecipare sono stati molti più addetti che in passato, quando l’emergenza sanitaria non c’era e le condizioni erano diverse: è la dimostrazione che le persone hanno voglia di partecipare, cosa che hanno fatto con tante domande soprattutto su inquadramento e formazione».

I voti contrari, invece, sono giunti prevalentemente da chi gli aumenti li voleva subito e in unica tranche e dai dipendenti che li ritengono insufficienti rispetto al carovita e ai profitti delle “loro” aziende. «I margini per ridistribuire un’ulteriore fetta della ricchezza prodotta ci sono, ma serve che i lavoratori si organizzino sindacalmente per attivare una contrattazione di secondo livello», ha aggiunto Oreggia. Soddisfatto per adesione e risultati anche Enrico Vacca, alla guida della Fim Mbl. «Ripagano degli sforzi fatti per raggiungere il rinnovo del Ccnl in questo momento così drammatico, cosa che aggiunge valore al documento. Vale la pena evidenziare l’impegno dei sindacati per entrare nelle aziende, in sicurezza, e incontrare i lavoratori. È servito a riannodare un rapporto che dal febbraio 2020 è stato molto difficile. Siamo però solo a metà del lavoro: ora bisognerà fare in modo che il contratto venga applicato nelle fabbriche in modo integrale, in particolare per quanto riguarda la riforma dell’inquadramento professionale e il diritto soggettivo alla formazione, cui i lavoratori tengono molto».

Enrico Azzaro, segretario generale Uilm del Lario. «È un risultato straordinario, che risponde allo straordinario contratto sottoscritto dalle segreterie nazionali. I lavoratori hanno apprezzato gli aumenti certi e in anticipo rispetto all’inflazione e la riforma dell’inquadramento professionale, che era fermo da 50 anni e che cercheremo di attuare nel contesto tecnologico e informatico sempre più evoluto in cui operano. Da giugno, quando il Ccnl entrerà in vigore, mi aspetto discussioni molto dure con le aziende su questo tema: hanno sempre determinato loro livelli e aumenti, ma da oggi cambia musica».


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