Lecco piange Maria Calvetti Ha dedicato la vita agli altri
Maria Calvetti nel 2011 al Teatro della Società, Benemerita di Lecco

Lecco piange Maria Calvetti
Ha dedicato la vita agli altri

Aveva 68 anniSpirata ieri ai Piani Resinelli per un improvviso malore
Impegnata nel Coe, aveva dato vita alla Casa Arcobaleno di Castello

Ieri, ai Piani Resinelli, è improvvisamente spirata Maria Calvetti, moglie di Franco Cattaneo e mamma del nostro amico Prashanth. La notizia ha colto tutti di sorpresa.

Maria Calvetti se n’è andata a soli 68 anni lasciando un vuoto immenso, lei che aveva dedicato l’intera sua vita agli altri. Impegnata nelle attività del COE (Centro Orientamento Educativo), dopo il matrimonio aveva dato vita alla Casa Arcobaleno di Castello, che lei aveva aperto al mondo, insieme al marito Franco. Questa casa straordinaria ha ospitato tantissimi bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo, di cui Maria e Franco sono divenuti genitori adottivi ed affidatari.

Benemerenza cittadina

Nella Casa Arcobaleno hanno vissuto anche quindici ragazzi, tutti figli di Maria e Franco - oltre a Maddalena, unica figlia biologica - perché come aveva detto in un incontro proprio Maria: «La vera paternità e la vera maternità è quella del cuore, non quella della carne». Proprio per questa sua eccezionale esperienza Maria aveva ricevuto nel 2011, insieme al marito, la benemerenza cittadina con la medaglia d’oro.

Fortemente impegnata nella parrocchia di Castello, Maria Calvetti era un esempio fulgido di dedizione al prossimo. Era figlia dell’onorevole Vittorio Calvetti e di Pina Zelioli, sorella di Riccardo Zelioli, già titolare della Carcano.

Il grande dolore di questi momenti è testimoniato dai tanti post che su Facebook hanno voluto testimoniare il dolore per una scomparsa tanto improvvisa. Franci Anghileri cita un verso di Alda Merini: «Le persone capitano per caso nella nostra vita, ma non a caso». E aggiunge: «Tu sei passata nella mia vita non a caso ma per dono e sarai sempre presente nel ricordo di tutti per il bene che hai fatto, perché quello rimane in eterno è il riflesso di una vita donata e vissuta in pienezza. Tu sei stata un dono per tanti e questo lo porteremo come esempio tutti noi, che ti abbiamo incontrata e abbiamo condiviso un pezzo di strada insieme, nella certezza che amare non solo è possibile ma è qualcosa che rende la vita credibile e degna di essere vissuta. La tua partenza è inconsolabile sicuramente per i tuoi numerosi figli che sono nati e che sono passati da quella bellissima casa che è la vostra, anche a loro voglio dire grazie e assicurare la mia preghiera perché anche nel dolore e nelle lacrime il riflesso della tua bontà passa in mezzo e risplende di luce vera».

«Una persona vera»

Tutti ricordano Maria e la sua unicità come Elena Passoni, che sottolinea come il vuoto lasciato da Maria («una delle persone più vere che abbia mai conosciuto») sarà difficile da colmare.

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