Lecco, l’ultimatum di Valsecchi  «O mi candidano o corriamo da soli»
Corrado Valsecchi, assessore ai Lavori pubblici a Lecco

Lecco, l’ultimatum di Valsecchi

«O mi candidano o corriamo da soli»

Il voto per il Comune: «Voglio fare il sindaco per rilanciare la mia città. Ma se va male me ne andrò in giro per il mondo»

«Primarie? Una pratica del Pd (nemmeno di grande successo), non nostra. Altre candidature civiche non ne servono, c’è già la mia disponibilità a fare il sindaco su richiesta di Appello per Lecco. Dopo dieci anni di leale sostegno a un candidato dem come Virginio, ci aspettiamo che il Pd la ricambi. Se così non fosse, andremo da soli o parleremo con altri nel campo progressista». Corrado Valsecchi, come di consueto, è un fiume in piena. Del resto, la manciata di settimane che separa l’inizio dell’autunno dalla sosta natalizia è quella decisiva per la scelta del candidato sindaco di centrosinistra. Una carica cui l’attuale assessore ai Lavori pubblici non ha mai fatto mistero di ambire. Il punto è uno solo: ce la farà a scalzare gli avversari?

Assessore, andiamo con ordine. Per prima è arrivato il riconoscimento dell’attuale sindaco.
Mi ha fatto molto piacere che Brivio, insieme ad altri due nomi organici al Pd, ne abbia voluto fare anche uno non del suo partito. L’ho preso come un attestato di forte stima.

Dopodiché, le prese di posizione di Simona Piazza e Francesca Bonacina. Una possibilista, l’altra attendista ma più orientata a lasciare campo agli altri.
Sono due compagne di strada con cui ho condiviso molto. Personalmente, però, sono uno da dentro o fuori. La mia scelta l’ho fatta e l’ho comunicata: Appello per Lecco mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi e io ho detto sì. Risultato, sono in pista, punto e basta. Non ci sono “se”, “forse” o “vedremo”.

Infine, ancora Brivio, che ha parlato della necessità di un ulteriore candidato civico.
Ho letto con attenzione l’intervista che vi ha rilasciato. Un manager esperto di gestione della complessità, ma anche impegnato nel sociale e nell’associazionismo locale. Non sembrava l’identikit mio o dell’assessore Lorenzo Goretti?

Ce lo dica lei…
Dico solo che non bisogna andare a cercare chissà chi col lanternino. Ci sono già personalità che hanno dimostrato un altissimo grado di affidabilità nella gestione della cosa pubblica.

Quindi che si fa? Le primarie?
Le primarie sono una pratica del Pd, non nostra. Ho partecipato attivamente da cittadino ai tempi, ma non le ritengo la panacea per identificare il candidato sindaco. In ogni caso Rinaldo Zanini si sta confrontando su queste questioni con il segretario Pd Alfredo Marelli. Mi permetto però una battuta: con le primarie il Pd ha cambiato 8 segretari in 11 anni. Forse non sono una pratica di grande successo.

In qualche modo però bisognerà mettersi d’accordo.
Personalmente, la vedo così. Abbiamo appoggiato il candidato sindaco Pd nel 2010, e pure nel 2015 nonostante ci fossero un po’ di mal di pancia. In due elezioni, Appello per Lecco è risultato determinante per la vittoria del centrosinistra, abbiamo accompagnato il Pd con lealtà e correttezza. Ora ci aspettiamo che questo comportamento venga ricambiato. Si è sempre detto che dopo Brivio ci sarebbe stato un candidato civico. E di formazioni politiche che siano genuine interpreti del civismo in città, ne vedo una sola. Posso aggiungere una cosa?

Prego.
Non vorrei davvero, e mi dispiacerebbe, che qualcuno giocasse al gioco della torre, buttando giù volta per volta i nomi altrui fino a giungere al candidato gradito al partito.

Insomma, se non fosse lei il candidato del centrosinistra?
Diciamo che in quel caso Appello per Lecco valuterà se andare da solo o iniziare un dialogo con altre forze progressiste, civiche e moderate. Quanto alla mia persona, lo dico chiaramente. Ho due desideri: fare il sindaco per rilanciare la città e girare per il mondo. Se la prima non va (e in quel caso garantisco che non sarò più assessore), mi pare che il piano B sia all’altezza delle mie aspettative.

Dentro o fuori, come al solito. Qualcuno forse le suggerirà maggior diplomazia in veste di candidato sindaco…
Chissà come mai, in questa città, mentre io parlo e lavoro per le cose da fare, c’è chi non fa nulla e impiega parte del suo tempo a parlare di me. Parliamoci chiaro: io sono l’assessore alle opere pubbliche, viabilitá e patrimonio. E’ un campo in cui non c’è spazio per parafrasare o indorare la pillola. Occorre determinazione e decisione, occorre dire le cose in faccia e parlarsi chiaro per portare a casa gli obiettivi. Diventando sindaco, è vero, dovrei lavorare su certi aspetti di diplomazia ed essere più conciliante. Ma non ho timore: ogni ruolo impone un atteggiamento diverso e vi assicuro sono molto versatile.

Un’altra critica che le viene mossa è quella di essere un po’ troppo ottimista sugli obiettivi i tempi iniziali.
Ricordo a tutti che sono l’assessore che ha riaperto piazza Affari, i parcheggi di via Grassi, della Ventina, che ha inibito la sosta in piazza Era, che ha completato la torre del Tribunale e il 44% di nuove asfaltature, messo in sicurezza le scuole, villa Ponchielli, lo Stadio e il Comune; che sono l’assessore che ha varato chilometri di nuova segnaletica e impianti led ovunque, che ha venduto immobili per oltre 2 milioni di euro, che ha accatastato decine di scuole e immobili comunali che per decenni sono stati addirittura a rischio assicurativo.

Insomma, critiche respinte al mittente?
Critiche pleonastiche. Io parlo delle cose da fare, gli altri impegnano parte del loro tempo a parlare di me.


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