Lecco. «Licenziare?

Qui invece assumiamo»

La notizia del via libera alle imprese che devono ridurre il personale sembra impattare poco a Lecco - Riva (Confartigianato): «Va bene invece intervenire nelle aziende decotte riqualificando il personale»

Lo sblocco selettivo dei licenziamenti, con mantenimento della tutela per i settori più impattati dalla crisi, è stato accolto in modo sostanzialmente positivo nel Lecchese, dove la trazione metalmeccanica dell’economia mette comunque il territorio in una condizione di minore difficoltà rispetto a quelli che invece sono maggiormente caratterizzati dal tessile e dalle aree (come il turismo) che più hanno subito la crisi.

Resterà dunque il blocco per i settori del tessile, della moda e del calzaturiero e saranno introdotte 13 settimane aggiuntive di Cassa gratuita per tutte le imprese, sia per le crisi nazionali al Mise sia per le piccole e micro-vertenze regionali e provinciali. Scatta inoltre l’obbligo a non licenziare se non dopo aver consumato la nuova dotazione e aver fatto ricorso a tutti gli strumenti a disposizione.

«La soluzione definita a livello centrale è una mediazione ragionata – ha esordito il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva -. E’ corretto tutelare le persone che si trovino alle prese con difficoltà occupazionali indotte dalla pandemia. In questo senso è necessario intervenire con misure mirate. Se ci sono situazioni “decotte” e imprese che non hanno un futuro, allora è necessario pensare alla riqualificazione del personale, in base all’età e alle competenze investendo in percorsi che portino a una ricollocazione».

Tornando invece su un ragionamento generale, Riva si dice «convinto che ci saranno sicuramente dei casi limite per i quali questo tipo di provvedimento rappresenterà solo un rinvio rispetto al presentarsi del problema. La maggioranza delle nostre aziende, invece, ha il problema contrario: in alcuni casi cercano disperatamente personale tecnico che non riescono a trovare. Come sempre, però, a fare notizia è il caso singolo: non si guarda mai alla situazione complessiva».

Mirco Scaccabarozzi, segretario generale della Cisl Monza Brianza Lecco esordisce invece evidenziando che «lo sblocco dei licenziamenti, ancorché selettivo nel contesto odierno sarebbe profondamente sbagliato. Dobbiamo invece scongiurare nuovi licenziamenti che andrebbero ad aggiungersi al milione di posti di lavoro già persi negli ultimi 15 mesi di pandemia. La priorità del Paese è rilanciare il lavoro, sbloccare gli investimenti, non i licenziamenti. Abbiamo bisogno di capire con chiarezza anche i tempi della riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive».

In questo senso, Scaccabarozzi approva l’intesa raggiunta da Governo, sindacati, Confcooperative, Cna, Confapi e Confindustria, che impegna le aziende ad utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti, e l’istituzione di un tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi per governare e seguire eventuali emergenze sociali. «Abbiamo tuttavia bisogno di capire con chiarezza anche i tempi della riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, rivendicando e auspicandone una pronta e rapida conclusione insieme all’avvio dei processi di formazione permanente e continua».

L’accordo sul tema del blocco dei licenziamenti secondo il sindacalista è «un segnale importante. L’intenso negoziato sul merito ha permesso di migliorare e rafforzare i contenuti del Decreto Sostegni bis e le soluzioni individuate dalla Cabina di Regia del Governo».

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