Lecco. L’Icam è sostenibile   «Al centro l’uomo e l’ambiente»
Uno scorcio dei reparti produttivi della Icam a Orsenigo

Lecco. L’Icam è sostenibile

«Al centro l’uomo e l’ambiente»

L’azienda ha presentato il bilancio sociale, stabilito un percorso per avviare un’ ulteriore crescita: «Restiamo fedeli ai valori che abbiamo sempre seguito»

Ieri Icam ha presentato alla stampa il suo primo bilancio sociale, che certifica i valori messi in pratica dall’azienda e che si chiude con la definizione di una serie di obiettivi con cui la fabbrica di cioccolato, peraltro pioniera e oggi leader mondiale nella produzione di cacao biologico, stabilisce una road map di ulteriore sviluppo sostenibile per i prossimi tre anni.

Il documento, realizzato con la consulenza di Fieldfisher Italia, è talmente ampio che, nel mettere in fila tutte le buone pratiche nel Sustainability Report 2018, alla fine ne è uscito un volume che organizza, in linea con gli attuali standard di produzione sostenibile, i principi su cui Icam è cresciuta fin dalla sua fondazione, nel 1946 a Lecco.

Responsabilità verso le persone, verso la filiera, verso la comunità e verso il pianeta sono le aree in cui Icam oggi è in grado di certificare formalmente e di raccontare con precisione e dati le proprie politiche di sostenibilità, spiegate ieri dal presidente e dal vicepresidente, i fratelli Angelo e Plinio Agostoni. La conferenza stampa si è tenuta nel ristorante milanese Joia, fondato 30 anni fa da Pietro Leemann e primo ristorante europeo vegetariano ad essere premiato nel 1996 con la stella Michelin.

«Il fatto di aver messo nero su bianco ciò che facciamo da sempre – ha affermato Angelo Agostoni – ci obbliga alla coerenza. Abbiamo sempre voluto fare impresa dando qualcosa di diverso, e dando di più rispetto a quanto serve per fare profitto. So che da sempre facciamo formazione, o che regaliamo prodotti: ma i numeri usciti nel mettere a punto il documento hanno sorpreso parecchio anche me. Sia chiaro: da imprenditori lo facciamo perché ogni azione guarda alla sostenibilità economica, la quale è un fattore economico che può produrre reddito. Non è necessario essere caimani per far soldi».

Oggi Icam ha un approvvigionamento diretto dell’80%. Nel 2018 ha fatto 18.000 ore di formazione ai suoi 400 dipendenti e nella fabbrica 4.0 (in realtà da tempo già oltre rispetto agli standard di Industry 4.0) ha messo in campo politiche di risparmio energetico e di controllo di impatto ambientale che superano i migliori standard in vigore (articolo in pagina).

«Per noi – ha affermato Plinio Agostoni – la logica 4.0 è stata una scelta funzionale per il controllo sull’intero processo. Siamo l’unica azienda del settore ad avere un ciclo produttivo basato su una filiera totalmente integrata, che precede la stessa materia prima visto che attraverso le cooperative di contadini con cui collaboriamo in modo organico in Sudamerica e in Madagascar seguiamo anche le piantagioni di cacao. Icam – ha aggiunto – non ha mai avuto un approccio utilitaristico al proprio business. Seguiamo da sempre l’impronta data da nostro padre, di rispetto e apprezzamento del contributo di tutti, a partire da ciò che ci dà il pianeta fino a ciò che portano tutte le persone, in modo che ognuno dia e riceva».

Oggi il primo bilancio di sostenibilità realizzato da Icam «con una griglia creata da esperti, non da noi - ha sottolineato Plinio Agostoni -. Vuole attestare la trasparenza di ogni azione che fa parte del processo produttivo dell’azienda verso il suo pubblico e i suoi stakeholder». Un bilancio sociale che, promettono gli imprenditori, già dalla prossima edizione si amplierà coinvolgendo nuovi portatori d’interesse che aiuteranno il miglioramento.


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