Lecco, l’export cresce «Siamo in nicchie ad alto valore»
L’export delle aziende lecchesi è in crescita: il settore metalmeccanico in testa

Lecco, l’export cresce
«Siamo in nicchie ad alto valore»

La bilancia commerciale delle aziende fa registrare un saldo positivo per 1,66 miliardi di euro: «Ma serve un salto culturale: innovazione e tecnologie»

Se negli anni della crisi l’estero ha rappresentato un’ancora di salvezza, ora l’interscambio col resto del mondo costituisce un importante fattore di crescita per le imprese lecchesi, che stanno lavorando in modo assiduo a questa fondamentale partita.

È in questa ottica che sono da leggere i dati diffusi ieri dalla Camera di commercio di Lecco, che ha evidenziato come le aziende del nostro territorio siano sempre più rivolte verso i mercati internazionali. Due numeri su tutti: l’export cresce del 6,8% (Lombardia +7,5%, Italia +7,4%), mentre l’import del 12,9% (Lombardia +8,1%, Italia +9%).

C’è anche un altro elemento di grande importanza: il saldo della bilancia commerciale lecchese (la differenza tra esportazioni e importazioni) nel 2017 è stato positivo per 1,66 miliardi di euro. Una cifra assolutamente rilevante, in grado di far comprendere quanto sia l’appeal del prodotto – prevalentemente manifatturiero – lecchese nel mondo. Il dato è in sensibile calo rispetto al 2016 (-2,1%), ma resta comunque ampiamente positivo. Lo stesso vale per il saldo italiano (+47,4 miliardi di euro, -4,4%), mentre resta negativo quello della Lombardia (-4,4 miliardi di euro, -28,8%).

«La ripresa economica delle aziende del nostro territorio nel 2017 è strettamente collegata con la loro apertura verso i mercati esteri – ha commentato il presidente dell’ente camerale, Daniele Riva -. Oltre il 90% degli scambi internazionali ha riguardato il comparto manifatturiero, e in particolare il settore metalmeccanico, che rimane il “cuore pulsante” della nostra economia. Quasi il 40% delle esportazioni e delle importazioni ha riguardato la meccanica, quota di gran lunga superiore al dato regionale e nazionale (Lombardia: 11,8% per l’import e 15,4% per l’export; Italia: entrambi intorno al 10%). Nel metalmeccanico il “made in Lecco” rappresenta ben il 3,4% dell’export italiano».

Dunque, la strada verso l’estero è assolutamente da percorrere, per tutte le aziende lecchesi, anche se è necessario disporre di determinati elementi. Lo ha rimarcato ancora il presidente della Camera di Commercio, nonché di Confartigianato imprese.

«Orientarsi verso i mercati esteri, presidiare nicchie ad elevato valore aggiunto, inserirsi nelle catene del valore internazionali e nei network che scambiano conoscenze richiede un “salto culturale”: innovazione organizzativa, volontà di investire in nuove tecnologie e nel capitale umano, propensione a fare rete, a interagire con i centri di ricerca, a puntare sull’eccellenza produttiva».

Per compiere questo “salto culturale”, gli imprenditori lecchesi hanno un partner importante. «L’ente camerale – ha concluso Riva - con la sua azienda L@riodesk sostiene questi percorsi con servizi di assistenza e accompagnamento (come il “Punto Impresa Digitale”, “Lecco Crea Impresa Smart” e l’hub informativo “Impresa Lecco”), iniziative mirate (da “Ecosistema Innovazione Lecco” al nuovo progetto di Fondo perequativo “Sostegno all’export delle PMI”), azioni settoriali con ricadute trasversali (rassegna “Fornitore Offresi” e altri appuntamenti presso Lariofiere, promozione turismo, cultura, filiere della sostenibilità)».


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