Lecco. Le scuole chiedono più soldi

Tre famiglie su quattro dicono sì

La maggior parte dei genitori versa il contributo volontario

Parlano i presidi: «C’è chi fa fatica, ma paga. Altri fanno finta di niente»

Lecco. Le scuole chiedono più soldi Tre famiglie su quattro dicono sì
Spesso i fondi vengono usati per finanziare i laboratori: qui il Badoni

Il 75% delle famiglie paga il contributo scolastico volontario: soldi che vengono utilizzati per iniziative che vanno ad arricchire il Piano dell’offerta formativa, e in più occasioni anche corsi di approfondimento e recupero. Il contributo non va confuso con le tasse scolastiche e l’assicurazione che sono obbligatorie, con l’eccezione dei casi di esonero.

È obbligo dei dirigenti informare i genitori degli studenti circa la destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il piano dell’offerta formativa.

Nelle scuole lecchesi, in tempi ancora di crisi, con bilanci sempre risicati, il sostegno volontario è una manna.

«Abbiamo due livelli di contributo - spiega Raimondo Antonazzo, preside dell’istituto Bertacchi - uno da 40 euro, che è quello base e che il 93% delle famiglie paga. L’altro livello è da 110 euro ed è chiaramente facoltativo: lo versano il 75% delle famiglie. Per noi sono soldi importanti per finanziare le attività: le famiglie comunque si dimostrano disponibili a sostenerci».

All’istituto Fiocchi il preside Claudio Lafranconi parla di una buona collaborazione con i genitori dei ragazzi. «Lo scorso anno - ricorda - il 70% degli iscritti ha versato il contributo volontario di 120 euro, che viene utilizzato esclusivamente per materiale da utilizzare nei laboratori, e per il noleggio degli armadietto con la combinazione personale . La rendicontazione è rigorosa e puntuale, e viene presentata nella seduta pubblica del consiglio di istituto e in bilancio. Abbiamo notato che ci sono genitori con difficoltà economiche, ma che fanno un grande sforzo per pagare: mentre purtroppo altri che invece potrebbero versare qualcosa senza problemi, e che invece fanno finta di nulla».

All’istituto Parini il contributo volontario è di 80 euro. «Questa somma è tutto sommato contenuta, e buona parte delle famiglie la pagano - rimarca il dirigente Raffaella Maria Crimella - qualcuno chiede il pagamento dilazionato».

Al liceo classico e linguistico Manzoni il contributo è di 100 euro: «Di questi, precisa il dirigente Giovanni Rossi - 84 euro sono facoltativi e destinati alle attività; mentre la parte restante è per le spese del registro elettronico, pari a quasi 4 euro, e per le tasse governative. Pagano quasi tutti».

All’istituto Badoni ogni anno alle famiglie vengono chiesti 130 euro «che il 75% delle famiglie versa - assicura il preside Angelo De Battista - la quota va a coprire anche iniziative di approfondimento, oltre che attività laboratoriali».

Al liceo artistico Medardo Rosso, fa sapere il preside Carlo Cazzaniga, «il contributo è di 100 euro, e in media il 70% delle famiglie aderisce, chi non paga lo fa perché ha problemi economici e in qualche caso anche per disattenzione, non considerando quanto sia importante e copre parte delle spese dei costi di recupero».

Al liceo scientifico e musicale Grassi, la quota è di 80 euro: «Il 75% delle famiglie la versa, altri hanno difficoltà, purtroppo la crisi si fa sentire ancora», sottolinea il dirigente Sergio Scibilia.

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