Lecco. «Le mascherine  a 50 centesimi finiranno presto»
I farmacisti si sono trovati spiazzati dalla decisione del Commissario Arcuri di imporre il prezzo di 0,50 centesimi, in magazzino hanno scorte pagate a un valore di mercato più alto

Lecco. «Le mascherine

a 50 centesimi finiranno presto»

Il presidente dei farmacisti Giovanni Gerosa: «Dubbi su un prezzo così basso deciso dal commissario. Il rischio è che le protezioni tornino a scarseggiare»

La decisione del Governo di imporre un prezzo massimo di vendita li ha colti alla sprovvista e messi in difficoltà, ma nonostante il malumore i farmacisti hanno deciso di seguire una via collaborativa, anche se ci rimetteranno dei soldi.

Le mascherine, dunque, costeranno ciascuna 50 centesimi (più Iva), con buona pace di chi si ritrova ancora in magazzino scorte pagate il doppio o più a causa di fornitori che, a fronte di un picco nella richiesta, hanno ritoccato il prezzo all’insù.

«Il problema delle mascherine si trascina ormai dall’inizio della pandemia – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Lecco, Giovanni Gerosa -. Prima erano irreperibili, poi sono state recuperate a prezzi ben più alti di prima, ma che abbiamo dovuto accettare».

Il costo iniziale si è riflettuto, inevitabilmente, sul prezzo di vendita, in taluni casi tanto consistente da indurre la Guardia di Finanza ad approfondire e verificando che nella maggior parte dei casi la causa del rincaro era proprio da ricercare in queste dinamiche.

«La stragrande maggioranza delle farmacie ha applicato un prezzo il più vicino possibile a quello d’acquisto, per andare incontro ai pazienti. I farmacisti non hanno mai voluto approfittare della situazione, ma spesso sono stati attaccati in queste settimane. Che il Commissario abbia stabilito un prezzo di vendita così basso rispetto al mercato però mi lascia qualche dubbio – ha aggiunto il dottor Gerosa -. Si reperiranno a un prezzo così ridotto? Se questo sarà possibile noi ne saremo contenti, ma se non lo fosse, la conseguenza sarà la scarsa disponibilità di mascherine sul territorio».

Il presidente dell’Ordine si pone inoltre nei panni di chi ne ha acquistate a prezzi vicini se non superiori all’euro e che di queste ha ancora scorta in magazzino. «Se le ha pagate 90 cent come fa a venderle a 50? Arcuri ha parlato di rimborso, ma aspettiamo chiarimenti soprattutto perché è una questione di correttezza».

Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il presidente di FederFarma Lecco, Andrea Braguti, che con il suo consiglio direttivo (riunitosi online proprio lunedì sera) ha stabilito si raccomandare a tutti gli associati di applicare il prezzo stabilito dal Commissario, anche se in realtà potrebbero non esservi tenuti.

«Nell’ordinanza è stata indicata una tipologia di mascherine (codice 146) diversa da quella più diffusa (149) e, quindi, volendo cavillare non ci sarebbero obblighi per i farmacisti che decidessero di vendere i prodotti ancora in magazzino al prezzo precedente. Ma come FederFarma abbiamo deciso di abbracciare lo spirito del provvedimento, più che il dettaglio tecnico, e abbiamo optato per questo suggerimento ai nostri associati. L’obiettivo è infatti quello di dare al cittadino medio la possibilità di accedere a questo dispositivo di protezione senza spendere cifre astronomiche. Perché se si pensa a una famiglia di quattro persone si capisce come anche questo esborso possa diventare importante, alla lunga».

L’indicazione potrà essere accolta o meno, ma quello che Braguti vuole sottolineare è che «le farmacie, nonostante gli attacchi mediatici su casi isolati, si sono rivelate un baluardo fondamentale, nella fase iniziale in cui si registrava l’assenza totale di mezzi di protezione».

«Abbiamo fatto l’impossibile per reperirle e metterle a disposizione dei cittadini. Ora le venderemo anche a un prezzo inferiore al costo, per agevolare i cittadini. Certo è che avrebbero potuto farci finire le scorte e sarebbero bastati 10 giorni: un minimo di attenzione in più ce l’aspettavamo, anche considerato il fatto che abbiamo lasciato sul campo 13 colleghi (vittime del Covid) e 500 di noi si sono infettati, in Italia».

In ogni caso, ha concluso il dottor Braguti, il prezzo d’origine è destinato a calare. «Qualche fornitore ha già iniziato a giocare al ribasso, permettendoci di non andare in perdita. Il mercato si regolerà da solo».


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