Lecco. «Le idee di arredo  in smart working»
Lo showroom dell’azienda “Giovanni Conti”

Lecco. «Le idee di arredo

in smart working»

Gianpiero Conti vuole guardare al futuro: «Due mesi fa abbiamo chiuso ed è stato meglio così. Abbiamo preparato tanti preventivi e siamo pronti»

Da imprenditore Gianpiero Conti guarda al futuro nonostante il coronavirus, il lockdown e i clienti che ancora non si sa quanto rapidamente si rifaranno vivi. Ma torneranno, ci dice, «visto che in questi giorni perlomeno quelli che hanno versato caparra danno segni di non volerla perdere, mentre altri ci confermano che i preventivi fatti prima della chiusura vanno bene».

Fin da subito, da inizio marzo, per la sua azienda, la Giovanni Conti Interior Design di Dolzago che da oltre un secolo progetta e fabbrica arredi su misura di alta qualità per imprese, banche, famiglie, ha fatto «ciò che si doveva fare contro l’epidemia, vista la brutta aria che tirava», afferma, chiudendo l’azienda nonostante alcune perplessità iniziali fra i dipendenti. Una scelta che definisce «vincente dato il dilagare che avrebbe avuto il virus».

Conti è un artigiano dell’arredo, lavora con otto dipendenti e va avanti con fiducia, consapevole dei rischi di un virus che può tornare ma che non gli impedisce di procedere con passi calcolati e di prepararsi a festeggiare «il prossimo ottobre, se le condizioni generali lo permetteranno» i 120 anni dell’attività della sua azienda storica (a certificarlo che sia tale c’è anche l’iscrizione nell’apposito registro) che fin dall’origine è sempre stata in mano alla famiglia e che ora, con suo figlio Matteo (34 anni, entrato in azienda a 20) è arrivata alla quinta generazione.

«In due mesi di chiusura io non ho mai smesso di lavorare in smart working con l’architetto mia collaboratrice. I progetti sono piaciuti ai clienti, abbiamo comunque fatto tanti preventivi ma dato il tipo di produzione coi clienti facciamo i contratti quando possono venire in negozio», afferma Conti. Il negozio è lo show room di Dolzago, che completa una struttura aziendale costituita da un grande magazzino e da un laboratorio di produzione super attrezzato che si trova a Valmadrera. In azienda suo figlio («davvero bravo, che fortuna ho avuto...») si occupa della produzione mentre Conti cura la parte commerciale con una lungimiranza che negli anni lo ha portato a siglare rapporti di partnership con alcune delle migliori aziende industriali dell’arredo oltre che collaborazioni stabili con importanti firme del design.

«Ora – aggiunge Conti – con la riapertura di questi giorni mi aspetto che chi è rimasto a lungo chiuso in casa abbia riflettuto e preso decisioni su qualche innovazione nell’arredo. So bene che la situazione è preoccupante, ho perso un mese e mezzo di vendite e in aprile ho perso il 36% di fatturato su aprile 2019. Ma essere pessimista non serve a niente. Già a deprimere gli animi degli imprenditori ci sono le promesse fatte dal Governo col quel Decreto Liquidità che non è riuscito nell’obiettivo di aiutare le aziende rapidamente. Io sono stato fra i primi a chiedere i 25mila euro di prestito agevolato garantito al 100% dallo Stato. L’ho alla mia banca, che ha fatto subito la pratica da inviare a Mediocredito Centrale con cui, dopo tanti tentativi, sono riuscito a parlare solo una settimana fa. Mi hanno detto che dovrebbero deliberare. E’ passato un mese, lo Stato ci aveva detto 48 ore. E la mia urgenza, che era quella di pagare in tempo i miei fornitori, me la sono risolta da solo puntualmente».


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