Lecco. «La vicenda Spreafico  Il mondo degli appalti ha tante fragilità»
U presidio dei lavoratori all’ingresso della Spreafico di Dolzago

Lecco. «La vicenda Spreafico

Il mondo degli appalti ha tante fragilità»

Il sindacato: la Filcams-Cgil segue l’impresa di Dolzago: «Con la presenza di aziende fornitrici di manodopera c’è il rischio che i lavoratori siano sottopagati»

«In questo anno abbondante alcuni problemi sono stati risolti, ma altri continuano a pesare sull’organizzazione del lavoro alla Spreafico. Ora non so quali ripercussioni potranno esserci sul fronte occupazionale da questa vicenda, ma mi auguro che si tutelino i lavoratori, l’anello debole della catena».

Dall’estate dello scorso anno, con l’esplosione dei problemi nella gestione della manodopera attiva nell’azienda di Dolzago ha preso ad occuparsi la Filcams Cgil di Lecco, direttamente con il proprio segretario generale Barbara Cortinovis. In uno scenario fatto di scioperi, blocchi della provinciale, convocazioni in prefettura, la sindacalista ha cercato di contribuire a migliorare le condizioni dei lavoratori, riuscendo a far applicare il contratto nazionale.

L’intervento della Guardia di finanza ha dato un ulteriore scossone alla realtà brianzola, il cui management ha comunque tenuto a precisare di non essere accusato del reato di caporalato, che invece riguarda alle due cooperative che a Spreafico fornivano il personale. Confermato invece il sequestro di beni per importi milionari (secondo l’azienda si tratta di 3 milioni di euro, contro i 6 che invece sono stati comunicati dal comando provinciale di Lecco delle Fiamme gialle nella nota diffusa ieri).

«Siamo entrati in questa vicenda perché tanti lavoratori hanno deciso di rivolgersi a noi per denunciare la situazione che vivevano quotidianamente in azienda – ha ricordato ieri Cortinovis -. C’era un chiaro problema di non rispetto contrattuale, in particolare relativamente alla parte economica del Ccnl, ma abbiamo riscontrato anche difficoltà consistenti sul piano dell’organizzazione del lavoro. Se da un lato siamo riusciti a sanare la questione legata alla retribuzione, ottenendo l’applicazione del contratto nazionale firmato da tutte le sigle confederali anche grazie al coinvolgimento delle istituzioni (come la prefettura), dall’altro le difficoltà organizzative persistono anche se le coop nel frattempo sono cambiate». In ogni caso, tornando all’operazione della Gdf, Cortinovis aggiunge che «è certamente legittimo rivolgersi a delle coop per reperire manodopera, ma è altrettanto vero che non può non esserci una responsabilità del committente in situazioni come quella rilevata alla Spreafico. Noi abbiamo sempre cercato di coinvolgere la proprietà per affrontare tutti questi discorsi, ma si è sempre un po’ defilata».

In questo senso, la sindacalista considera «positivo il fatto che sia stata coinvolta anche la proprietà. Questa vicenda fa comprendere ulteriormente la fragilità del mondo degli appalti, dove il rischio che i lavoratori vengano sottopagati è concreto. A maggior ragione, il pericolo esiste in questo periodo, in cui si sta uscendo dalla pandemia: il fenomeno andrà sempre più attenzionato, a maggior ragione dopo che l’operazione della Finanza ha evidenziato come pure un territorio come il nostro non sia esente da questa problematica», ha concluso Cortinovis.


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