Lecco. «La transizione?

Serve meno carta»

Gli artigiani: l’indagine della Cna sulla burocrazia, Giovanna Picariello: «Ci sono tantissimi obblighi. Così i costi lievitano e si rallentano le produzioni»

Lecco. «La transizione? Serve meno carta»
Un problema che assilla le imprese riguarda i troppi adempimenti burocratici da sbrigare

Quella burocratica potrebbe essere la madre di tutte le transizioni, ma è lontana da venire: attuata quella, le altre sarebbero più rapide e semplici, inclusa quella di adeguamento alle norme ambientali che per peso delle incombenze sta togliendo il sonno a tanti piccoli imprenditori.

“Riusciranno le imprese a riveder le stelle?” è il sottotitolo dell’indagine che la Cna dedica alla “Transizione ecologica nella selva oscura della burocrazia”, con tanto di richiamo nell’anno dedicato al Sommo poeta a una burocrazia che come una fiamma infernale divora tempo e soldi alle piccole imprese deluse da promesse di una semplificazione mai vista.

Lo studio dell’Osservatorio sulla burocrazia di Cna nazionale giunto alla terza edizione è stato presentato nella sede romana dell’associazione, con apertura dei lavori affidati a un videomessaggio del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta e all’intervento di Stefania Milo, vicepresidente nazionale di Cna. A presentare i dati dell’Osservatorio sono stati Marco Capozi, responsabile del dipartimento Relazioni istituzionali e affari legislativi di Cna, e Barbara Gatto, responsabile del dipartimento Politiche ambientali dell’associazione. Fra gli altri interventi quelli del presidente nazionale della Cna, Daniele Vaccarino, di Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale e dei parlamentari Paolo Arrigoni e Pier Luigi Bersani. Lo studio misura il peso della quantità di oneri e adempimenti che spettano alle imprese chiamate ad adeguarsi alla transizione ecologica. Due i settori analizzati: quello degli installatori e manutentori di impianti e quello della moda, per i quali innovare in ottica di sostenibilità ambientale e di economia circolare è un’Odissea. All’indagine sugli impiantisti hanno partecipato 51 territoriali di Cna, inclusa quella del Lario e della Brianza, mentre per la moda sono stati considerati diversi distretti del tessile e delle pelli.

Presente da remoto anche la presidente lecchese della Cna del Lario e della Brianza, Giovanna Picariello, artigiana dell’impiantistica che sottolinea quanto sia destabilizzante per le piccole imprese del settore cercare di difendersi fra norme nazionali che quando approdano ai livelli regionali e comunali diventano spesso impraticabili.

«Abbiamo visto come l’Osservatorio abbia fotografato gli obblighi ambientali richiesti per legge sia agli impiantisti che ai tessili e pellettieri – afferma Picariello -. con lievitazione di costi e rallentamenti nelle produzioni. Le grandi aziende se la cavano, le piccole faticano parecchio quando si ritrovano alle prese con leggi fatte da enti locali, che dovrebbero essere quelli più vicini ai territori, che spesso per eccesso di scrupolo appesantiscono ulteriormente le norme nazionali. Ad esempio, un impiantista di Mantova che verosimilmente ha clienti anche nei territori limitrofi di Veneto ed Emilia deve vedersela con le norme di tre regioni e probabilmente anche dei relativi Comuni impiegando 230 ore l’anno per smaltire la burocrazia. Così il nostro Osservatorio stima che ogni anno viene sottratto al settore artigiano reddito per un miliardo di euro. Una follia».

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