Lecco. La startup   dà un taglio alla plastica
Fabiana Cakilli, 32 anni, laureata in lingue

Lecco. La startup

dà un taglio alla plastica

La neo imprenditrice Fabiana Cakilli,32 anni, ha avviato un commercio online di prodotti sostenibili: «Ho messo a punto il progetto iniziando a pensarci un anno prima di lasciare il posto fisso, vedo che funziona»

Con un sogno in mente e le competenze per realizzarlo Fabiana Cakilli, 32 anni e una laurea in lingue, nel novembre 2019 ha lasciato il posto di lavoro sicuro in una grande azienda della Bergamasca e ha avviato un business online che proprio pochi mesi dopo, durante l’emergenza Covid, ha preso il volo nei risultati economici.

La sua azienda si chiama “Serendipity-shop” e, dalla sede nella sua abitazione di Imbersago, con il garage e, ora, anche una stanza aggiuntiva allestiti a magazzino, Fabiana commercializza prodotti di uso quotidiano totalmente liberi da plastica, di lunga durata e spesso riutilizzabili, fabbricati in Europa e in Italia. Ma, sottolinea, il sogno non stava tanto nell’obiettivo solo commerciale quanto nella volontà di costruire una comunità per sensibilizzare sul necessario cambio di passo su consumi sostenibili e di inserirsi in iniziative italiane a forte cifra ambientalista.

Con un buon uso di piattaforma e-commerce, Facebook e Instagram l’idea sta funzionando.

Attraverso Instagam, Serendipity ha lanciato le rubriche con gli esperti, con grande riscontro. «Anche dare voce alla community – aggiunge Cakilli - funziona tantissimo, facendo vedere quali prodotti vengono utilizzati e come fra dischetti in cotone, dentifrici e spazzolini, la community parla delle proprie abitudini e di come cambiarle. Non mancano mini-documentari e informazioni per sensibilizzare all’uso di materiali alternativi alla plastica».

«Ho messo a punto il mio progetto iniziando a pensarci un anno prima di lasciare il posto fisso. Dopo la laurea avevo fatto uno stage in un’azienda di marketing, in più arrivavo dal campo dell’e-commerce, quindi non avevo bisogno di fare formazione sul digitale. Perciò non ho appaltato niente all’esterno, così sono riuscita a risparmiare su diversi costi. Con la liquidazione ho investito per comprare il dominio e allestire il portale che gestisco da sola, non ho avuto bisogno di agenzie. Ho comprato i primi, inizialmente pochi, prodotti, partendo con pochi ordini e un po’ d’ansia».

Niente business plan, dunque, e niente richiesta dei tanti contributi a disposizione per l’avvio di nuova impresa: «Non avevo tempo - ci dice -, maturato il progetto nella mia mente avevo fretta di avviarlo per vedere come sarebbe andata. Ho puntato sull’online per avere la più ampia audience possibile, ho messo a punto una campagna informativa intensa attraverso i social. Quando ho iniziato il Covid non c’era, quando è arrivato ho pensato che avrei avuto una battuta d’arresto, invece è accaduto il contrario».

Certo, bisognava fare i conti con una forte concorrenza, ma il dialogo incessante sui social ha dato i suoi frutti con quella che Cakilli definisce «una community affezionata e comprensiva, che anche nei mesi più difficili per le restrizioni sulle spedizioni non ha mai protestato. Sono felice – aggiunge – che il presidente del Consiglio Mario Draghi assicuri di voler fare molto sull’ambiente».

Messe le basi, il lavoro è cresciuto con la ricerca dei fornitori giusti, in gran parte dall’Inghilterra dov’è tradizionale la produzione di shampoo, saponi, bagnoschiuma in forma solida senza involucri in plastica. Ora i dazi per la Brexit stanno dando più di un pensiero «ma affronto anche questa, cercando di non aumentare i prezzi. Acquisto da piccoli produttori che fanno programmi etici, legati all’ambiente e alla responsabilità sociale. Acquistando da piccoli business indipendenti so dove vanno a finire i miei soldi».


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