Lecco. «La sicurezza è tutelata  I sussidi non arrivano»
Diego Riva (Cgil) (Foto by archivio)

Lecco. «La sicurezza è tutelata

I sussidi non arrivano»

I sindacati: Riva (Cgil): «Le aziende rispettano i protocolli. Troppi lavoratori non ricevono la cassa integrazione»

Sono trascorsi ormai otto giorni dall’atteso allentamento delle restrizioni del 4 maggio e l’attenzione delle aziende che hanno potuto riaprire i battenti è stata generalmente buona: tutte quelle dotate di una rappresentanza sindacale hanno garantito il rispetto delle condizioni di sicurezza previste dal protocollo. Il problema si pone per quelle di minori dimensioni, dove i sindacati non sono presenti. Ma ci sono criticità anche sotto il profilo della liquidità e del pagamento della cassa integrazione per i lavoratori che non godono dell’anticipazione: le difficoltà, in queste condizioni, sono veramente pesanti.

«Non abbiamo registrato finora criticità nell’applicazione del protocollo da parte delle tantissime aziende che hanno già riaperto – ha esordito il segretario generale della Cgil Lecco, Diego Riva -. Adesso si dovranno mettere in campo azioni straordinarie di rilancio per tutelare al contempo salute e lavoro, recuperando competitività e tutelando l’occupazione. Speriamo che nel nuovo Dpcm ci sia la conferma degli ammortizzatori sociali, che però devono arrivare più tempestivamente ai lavoratori».

Per agevolare il ritorno alla piena operatività in sicurezza, il sindacato sta lavorando per costruire protocolli su misura insieme alle singole aziende. Ma il lavoro sindacale toccherà necessariamente anche altri argomenti. «Nelle prossime settimane capiremo se e quali modifiche saranno da apportare a organizzazione del lavoro, logistica, trasporti e via dicendo. Oggi siamo sicuramente in una fase più difficile, perché bisogna continuare a contenere la pandemia ma al contempo serve una risposta al problema economico, che sta colpendo sempre più persone, intervenendo spesso in situazioni che già prima non erano ottimali».Per intavolare nuovi discorsi in merito si attende il varo del Decreto Aprile, nel frattempo diventato Decreto Maggio. «Allora cercheremo la sinergia delle associazioni datoriali per condividere con loro e il prefetto i punti nodali su cui concentrarci e rilanciare l’economia nel rispetto della salute delle persone, ma sempre basandoci sulle indicazioni della comunità scientifica».

Ieri mattina, per fare il punto sulla situazione, ha avuto luogo anche un tavolo in videoconferenza al quale hanno preso parte i sindacati, le associazioni datoriali, i rappresentanti delle banche e il sindaco Virginio Brivio.

«Abbiamo parlato delle preoccupazioni che nutriamo per quanto accadrà anche dopo questa fase di emergenza sanitaria, che fortunatamente si sta attenuando – ha commentato Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario -. La ripresa produttiva non è ancora decollata, perché gli effetti della pandemia sono globali e riguardano consumi e produzioni in tutto il mondo. Altro problema emerso è la mancanza di liquidità per le imprese, oltre alle gravi difficoltà dei lavoratori che non ricevono i soldi della cassa integrazione, specialmente quella in deroga. Una criticità pesante, specie per chi ha mutui che oggi fatica a pagare. Tra l’altro, senza anticipo di cassa pure i consumi locali restano al palo: c’è la necessità di essere meno burocratici. A maggior ragione pensando ai settori più penalizzati, dal turismo ai parrucchieri. Il ritorno, difficile e graduale, alla normalità è essenziale per la tenuta economica e sociale del Paese. Spero possa avvenire a breve, magari già il 18, se in ossequio con quanto indicato dal Cts».


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