Lecco, la sconfitta del pendolare  «Ora vado in macchina»
Treni sovraffollati, vecchi e spesso rotti

Lecco, la sconfitta del pendolare

«Ora vado in macchina»

Il portavoce del comitato Francesco Ninno esasperato: ieri ancora ritardi e treni soppressi sulla Lecco-Milano

«Prendendo la macchina sono rinato»: sta tutta in queste poche parole la frustrazione che vivono i pendolari ferroviari lecchesi alle prese con un sistema che va sempre peggio. Le ha pronunciate Francesco Ninno, portavoce del comitato pendolari del Meratese che da qualche giorno, causa operazione ad un tendine, ha spostato la propria sede lavorativa da Milano sud a Monza: «Si, è vero, da alcuni giorni e per un certo periodo lavorerò da Monza e non da Milano sud, quindi non sono più obbligato a prendere il treno. Sto facendo un’altra vita, non devo più combattere con i ritardi cronici e so quando arrivo a casa o al lavoro».

Ieri, ad esempio, è stata un’altra giornata di tregenda, con quattro treni soppressi sulla Lecco-Milano via Carnate proprio nelle ore di punta, tra le 7,50 e le 9,30. Si è trattato dei convogli 10828 e 10830 verso Lecco e dei corrispondenti 10835 e 10837 in direzione Milano, a causa dei soliti, noti problemi. I treni sono vecchi e si rompono con facilità, non ci sono carrozze o locomotori di scorta perché la manutenzione è carente se non assente.

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