Lecco. La Leuci va all’asta  Sul futuro l’incognita amianto
L’area dell’ex Leuci: nuove incognite sulla bonifica dell’area mentre si avvia la messa all’asta

Lecco. La Leuci va all’asta

Sul futuro l’incognita amianto

Avviata la procedura per la vendita, ma i tempi per la bonifica potrebbero allungarsi perché il fallimento non ha liquidità per pagarla

Area Leuci verso la vendita all’asta con l’incognita della bonifica dell’amianto. Nella giornata di lunedì, Andrea Carlucci, curatore fallimentare della Lago Srl, società proprietaria del complesso industriale di via XI Febbraio a Lecco, dichiarata fallita lo scorso 23 maggio, ha avviato le procedure che dovranno portare nei prossimi mesi alla vendita all’asta del polo che ospitava la storica fabbrica di lampadine.

Sono infatti stati nominati il tecnico a cui è stata commissionata la perizia sul valore dell’area e la società – Astebook – che dovrà occuparsi della custodia del bene e della futura vendita. A rendere, però, difficile ipotizzare la tempistica con cui sarà effettuata l’asta, con il ricavato utilizzato per ripagare parzialmente i creditori, tra cui vi è anche il Comune di Lecco per una cifra pari a diverse centinaia di migliaia di euro, è l’incertezza relativa alla bonifica dell’amianto.

Una vicenda che si trascina da tempo, ma che non sembra trovare una facile soluzione: tre anni fa i primi esposti, nel giugno del 2017 l’ordinanza sindacale con cui si dava tempo 90 giorni alla proprietà per intervenire, dodici mesi fa il reale avvio dei lavori che hanno portato alla bonifica della parte friabile e di 1800 metri quadri di compatto. Intervento poi bloccatosi alcuni mesi fa, quando restava ancora da intervenire su circa 4mila metri quadri di compatto e sul linoleum, presente in quota marginale. Per sbloccare la situazione, dopo il fallimento della Lago Srl, è intervenuta una nuova ordinanza del sindaco Brivio, datata 11 luglio, che dà nuovamente 90 giorni di tempo al curatore fallimentare per terminare la bonifica.

Un tema già affrontato, secondo quanto riferito dell’amministrazione comunale, in due incontri avvenuti direttamente con Carlucci. Secondo quanto riferito durante la commissione comunale ambiente, organizzata la scorsa settimana per fare il punto sulla vicenda della bonifica alla Leuci, risulta infatti che siano stati già chiesti alcuni preventivi con società specializzate, con tempi che però si preannunciano lunghi.

Infatti, prima che i lavori partano, dovrà essere presentato all’Ats un nuovo piano di bonifica. Quel che però non è ancora stato messo in luce, è che il fallimento non ha la liquidità per intervenire. All’interno dei beni in capo alla Lago Srl non vi è, infatti, alcuna disponibilità economica, con la conseguenza che la bonifica potrà essere effettuata solo con la disponibilità da parte della ditta incaricata di lavorare a credito, con la speranza di rientrare di quanto anticipato a seguito della cessione dell’area. Se questa opzione risultasse non praticabile, il pallino tornerebbe nelle mani del Comune di Lecco che per legge è chiamato a intervenire nei casi di urgenza, in cui il privato non adempie a un’ordinanza. Da più parti è stato fatto presente al sindaco Brivio che il Comune si sarebbe già dovuto far carico della bonifica dopo il mancato rispetto della prima ordinanza del 2017. Obiezione a cui il primo cittadino ha sempre risposto con la necessità di non dare alibi a chi è inadempiente.


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