Lecco. La Filca garantisce

«Impegno per il concordato»

La crisiIncontro tra la società e i sindacati degli edili

«Pronti a fornire ogni informazione e aggiornamento

sul piano concordatario al quale stiamo lavorando»

Filca cooperative è convinta che il percorso che porta al concordato liquidatorio ha basi solide, o detto in altro modo che ci sono le risorse e gli strumenti per scongiurare il fallimento (come invece chiede l’istanza presentata dal sostituto procuratore Nicola Preteroti).

Il messaggio è stato ribadito dal presidente di Filca Giacomo Fumeo nell’incontro di ieri con i sindacati degli edili (Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil). I rappresentanti dei lavoratori avevano chiesto di incontrare Fumeo per cercare di capire quali sono i margini per arrivare al concordato liquidatorio, anche e soprattutto dopo la presentazione dell’istanza di fallimento che sarà discussa il primo febbraio.

Fumeo ha dettagliato il percorso che Filca ha avviato con le banche e ha annunciato che i legali della società hanno chiesto un incontro a Preteroti per «fornire - si legge in una nota aziendale - ogni utile chiarimento e aggiornamento sul piano concordatario liquidatorio in corso di predisposizione».

Va ricordato che il tribunale ha concesso a Filca una proroga di sessanta giorni (scadenza il 9 febbraio) per presentare azioni e strumenti per essere ammessa al concordato. Ma prima va disinnescata la “mina-fallimento”, visto che l’udienza per discutere l’istanza di Preteroti è fissata otto giorni prima della scadenza della proroga concessa dal tribunale. Come si capisce, il percorso per arrivare al concordato liquidatorio è una sorta di slalom che però - come sottolinea la nota della Filca - può contare sulla «disponibilità di massima» delle banche «a sostenere un piano con una prospettiva liquidatoria». La società, aiutata dai consulenti, continua «a profondere - si legge nella nota - il massimo impegno nella serrata interlocuzione con il ceto bancario per la presentazione del piano nei termini di proroga (il 9 febbraio, ndr) concessi dal tribunale di Lecco».

Di fronte a questo quadro, i 37 dipendenti (quali si aggiungono sei dirigenti) ancora in organico alla Filca - spiega Giuseppe Cantatore, segretario della Fillea-Cgil - «auspicano che gli strumenti adottati per scongiurare il fallimento siano ritenuti validi dal tribunale. Il concordato liquidatorio - sottolinea Giuseppe Cantatore - darebbe ai lavoratori maggiori garanzie di recupero dei loro crediti. Ed in questa situazione complicata, il nostro impegno è di sostenere i lavoratori nell’azione del recupero dei crediti a partire dalle nove mensilità arretrate».

Mentre Ivan Altomare (Feneal-Uil) rileva che «in questa fase è molto difficile capire quale sarà la conclusione della vicenda, poiché le variabili da considerare sono molte. Da parte nostra ribadiamo il massimo dell’impegno per garantire i diritti economici e normativi dei lavoratori».

Se il percorso che porta al concordato liquidatorio (in sostanza la società viene posta in liquidazione dopo aver garantito i pagamenti a tutti i creditori privilegiati e una quota ai chirografari) andrà a buon fine, Filca cesserà l’attività a fine marzo.

Dal primo aprile i 37 dipendenti entrerebbero nelle liste della Naspi (che sostituisce la mobilità) per un periodo massimo di due anni.

I tempi per l’avvio della procedura di licenziamento collettivo sono stretti e già nei primi giorni di gennaio ci potrebbe essere un nuovo incontro tra i sindacati e l’azienda per l’avvio della procedura (sulla base delle nuove norme e strumenti previdenziali).

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