Lecco. «La carenza di personale tecnico  Un possibile freno alla crescita»
Il gruppo Elemaster è leader nella progettazione e produzione di apparati elettronici ad alta tecnologia

Lecco. «La carenza di personale tecnico

Un possibile freno alla crescita»

Valentina Cogliati è amministratore delegato di Elemaster, leader dell’elettronica: «Diplomati e laureati insufficienti alle necessità delle imprese, rafforziamo l’orientamento»

Una delle più importanti new entry nella compagine di Roadjob è costituita dal gruppo Elemaster di Lomagna, leader nella progettazione e produzione di apparati elettronici ad alta tecnologia per una clientela composta dai maggiori player a livello mondiale nei settori high-tech ferroviario, medicale, avionico, dell’automotive, dell’automazione industriale, energetico.

Un’eccellenza, dunque; questo però non la mette al riparo dalle difficoltà nel reperire le risorse umane necessarie allo sviluppo dell’azienda.

«Purtroppo – ci ha spiegato l’amministratore delegato Valentina Cogliati - il nostro territorio sconta un importante mismatch in relazione a domanda e offerta di personale tecnico. Questa è una difficoltà che riguarda anche noi: sia per quanto concerne figure già formate che diplomati in discipline tecniche, nel nostro specifico in ambito elettronico, il numero di risorse non è sufficiente rispetto alle richieste».

È un problema che ormai si è cronicizzato e alla quale Elemaster ha risposto istituendo una propria academy che permette ai neoassunti, attraverso un percorso di formazione interno, di rafforzare le loro competenze.

«Il gap, però, è a monte: il numero dei diplomati, così come quello dei laureati, non è adeguato e anche per questo uno degli argomenti di cui si discute in Roadjob è legato all’attrattività che gli istituti tecnici esercitano sulle studentesse – ha aggiunto Cogliati -. Noi abbiamo un bacino importante, ma scontiamo un retaggio culturale secondo il quale determinati percorsi scolastici, e poi lavorativi, sono a maggiore appannaggio maschile. Questo però poteva essere vero in passato, non oggi. Tanto è vero che oltre il 50% del nostro personale è composto da ragazze. E in senso più ampio, le opportunità tecniche anche per le donne sono ormai veramente numerose. Dunque è necessario agire sul piano dell’orientamento ma già dalla scuola media».

Bisogna riuscire a intercettare i giovani, dunque, facendo sperimentare loro la materia tecnica in modo pratico e concreto.

«Oggi i giovani sono sempre più indipendenti in merito alle loro decisioni. Quindi devono poter provare in prima persona l’esperienza della materia tecnica, per restarne affascinati. Noi avevamo già supportato in passato il progetto “Girls code it better” al Collegio Villoresi di Merate, per avvicinare le alunne di scuola media alla tecnologia. Il riscontro era stato molto positivo. Ritengo importante che nel piano delle attività di formazione di Roadjob possano essere inserite proposte anche di questo tipo».

In conclusione, uno sguardo al futuro. «In prospettiva mi aspetto una svolta col Governo Draghi, che già nel suo discorso di insediamento ha dichiarato la propria attenzione nei confronti della formazione tecnica, annunciando la destinazione di importanti risorse agli Its».


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