Lecco, in cassa integrazione  più di 1700 ditte artigiane
Sono più di 3500 le imprese artigiane che hanno chiesto la cig

Lecco, in cassa integrazione

più di 1700 ditte artigiane

Fondo bilaterale: i lavoratori interessati sono quasi settemila, di questi 3500 hanno avuto l’indennità

Ad oggi sono 1.713 le domande di cassa integrazione legata al Covid-19 presentate dalle imprese artigiane lecchesi, per quasi 7mila lavoratori (6.861).

«Sul totale dei lavoratori lecchesi coinvolti, 3.554 hanno già percepito attraverso il nostro Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato, Fsba, i versamenti dei mesi di febbraio e marzo. Ora siamo in attesa che il Governo trasferisca al nostro Fondo gli stanziamenti per i nuovi versamenti. Ad oggi – afferma Claudio Mor, responsabile dell’artigianato per la Uil Lombardia – il nostro Fondo ha potuto pagare perché avevamo in cassa, in proprio quindi, 250 milioni frutto della raccolta dei versamenti delle aziende per l’ammortizzatore ordinario. Ora, per pagare il residuo di marzo e aprile occorre che lo Stato ci versi i fondi e a quel punto noi saremo in grado di pagare nel giro di un mese e mezzo».

Un mese e mezzo, precisa, è il tempo minimo che passa fra quando l’azienda fa domanda di cassa integrazione e quando presenta il proprio rendiconto sull’utilizzo, cosa che può fare solo il mese successivo alla richiesta. A quel punto «nel giro di pochi giorni il nostro Fondo accredita i soldi ai lavoratori».

Il Governo ha assegnato l’erogazione dell’ammortizzatore sociale legato al coronavirus ai due Fondi costituiti per gli artigiani e per i lavoratori in somministrazione, per un totale di 1,1 miliardi di euro a livello nazionale. Ad oggi non è chiaro qual è la quota destinata all’artigianato, ma la stima è che, come il precedente stanziamento, sia intorno al 75% delle risorse: «Se è così – afferma Mor – siamo vicini ai 900 milioni di euro, che corrisponde circa al fabbisogno complessivo degli artigiani».


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