Lecco. In aumento

le aziende in utile

Dati incoraggianti per il Lecchese (al 50° posto nazionale), con un più 10,9 per cento dei fatturati, l’imprenditore Walter Fontana: «Abbiamo problemi con la situazione in Turchia ma resto ottimista sul futuro»

Lecco. In aumento le aziende in utile
Le aziende in utile sono in aumento anche nel Lecchese ma l’uscita dalla crisi è ancora lontana

A fronte dei dati Istat che nei giorni scorsi ci hanno riferito una “crescita zero” del Pil italiano nel secondo trimestre di quest’anno ci sono ora i dati Infocamere che mostrano come il 2015 sia stato particolarmente positivo per le aziende italiane che fanno utili.

L’indagine, riportata ieri dal Sole 24 Ore, conta su un campione di circa 369.000 bilanci aziendali e include le società che l’anno scorso hanno registrato un utile di esercizio, con l’esclusione di quotate e finanziarie e mostra come nella media il valore aggiunto sia cresciuto del 10% e il fatturato del 9,9% nel 2015 rispetto al 2014.

Nei dati lecchesi il dato è ancora migliore, con un +11,9% nel valore aggiunto (per 2,335 miliardi di euro) e un + 10,9% nel fatturato (9,5 miliardi di euro). Dati che mettono Lecco al 50mo posto nella classifica delle 105 province italiane, ma che non bastano a far veder rosa a imprenditori locali solitamente ottimisti e alla guida di alcune delle aziende più note e performanti del territorio. «Sono un ottimista – afferma Walter Fontana, alla guida del Gruppo di famiglia dell’automotive, con sede a Calolzio, che con gli stabilimenti in Turchia e Romania dà lavoro a 800 persone - e fa piacere vedere anche dati positivi, ma bisogna vedere se i dati del 2015 stanno tenendo anche quest’anno. Per quanto riguarda il nostro territorio, da sempre le aziende investono su prodotti e innovazione in modo importante, ma rimane il problema più grande, quello dimensionale, che è di ostacolo alla crescita sui mercati esteri».

Sicuramente quello dell’auto è un mercato che in questi ultimi due anni ha registrato una forte ripresa, ma è un mercato ciclico che ha sempre bisogno di nuove azioni per essere sostenuto.

«Noi – aggiunge l’imprenditore - siamo alle prese coi problemi del tentato golpe in Turchia, anche se di positivo c’è che l’economia e il mondo industriale del Paese non ne hanno risentito. Ma le paure sono state grandi e in parte non ancora sopite».

Su come stanno andando le cose nell’economia italiana e locale Fontana afferma che servono interventi europei per contrastare il dumping di Stato di determinati Paesi, con cui la competizione è durissima. «Abbiamo Paesi – aggiunge - che per vendere in Europa danno finanziamenti di Stato a fondo perduto alle loro aziende. Noi abbiamo i coreani che quando vendono in europa hanno contributi a fondo perduto oltre il 30%. Servirebbero dazi ragionati: non dazi protezionistici bensì in certi casi dazi che vadano a pareggiare la situazione con certi Paesi. Da noi serve diminuire la pressione fiscale su lavoratori e aziende, e finché tutti non pagheranno le tasse parlare di ripresa è tempo perso».

Sulle prospettive per il territorio Fontana spiega che a Lecco la grande deindustrializzazione c’è già stata “e francamente non vedo una grande possibilità di reindustrializzare il territorio. Per far ripartire un processo serio a Lecco servirebbe un’analisi delle aziende in grado di impegnarsi per un rilancio dell’economia locale, ma non vedo segnali che indichino che il territorio voglia farlo. Speriamo nelle nuove generazioni.

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