Lecco. Il sogno del Lariano Fuori il liberty, dentro due sale
Le attuali condizioni dell’ex cinema Lariano

Lecco. Il sogno del Lariano
Fuori il liberty, dentro due sale

Il cinema: il progetto portato a Roma dal Comune
Per l’esterno è previsto un recupero delle linee storiche

La facciata esterna tornata alle antiche sembianze, l’interno che dimentica del tutto il fascino liberty e si proietta (è il caso di dirlo) verso linee più attuali, complice anche l’inserimento di un volume autonomo a due piani tra l’ingresso e la sala vera e propria.

Queste le prime anticipazioni del sogno a occhi aperti che è oggi il futuro del Cinema Lariano. Un futuro che l’architetto Alessandro Gerosa, dello studio Favaron-Gerosa, ha provato a immaginare realizzando quello che sarà il progetto del Comune di Lecco da sottoporre al vaglio del bando ministeriale.

Già, perché il grosso delle risorse per una rimessa a nuovo dell’ex sala di proiezioni di via Caprera arriverebbe da Roma, da quel piano da 120 milioni di euro deputato al potenziamento dei cinema e delle sale polifunzionali. I Comuni potranno richiedere il 50% o il 60% di finanziamenti a fondo perduto per tutti quei progetti che riporteranno in vita sale cinematografiche chiuse, e a scomputo di spese quali l’acquisto dei locali, lavori edili, impianti di proiezione digitale, audio e biglietteria automatica, arredi vari e impiantistica per la fruizione da parte di persone disabili.

Insomma, un’occasione che l’assessore ai Lavori pubblici, Corrado Valsecchi, non intende lasciarsi sfuggire. E visto che sono ormai stretti i tempi per la presentazione al bando, ecco pronto il progetto redatto da Gerosa.

Da un lato, l’esterno assisterà sostanzialmente a un recupero conservativo. Si tratterà di riqualificare la facciata, consolidare i graffiti e le fughe dei bugnati, iniezioni e pulitura degli intonaci e pure disinfestazione delle piante. Ma la vera rivoluzione, sempre stando al progetto che verrà sottoposto al giudizio del ministero, avverrà all’interno.

«Del liberty, tra arredi e lampadari, rimane poco o nulla. La sala versa in uno stato di degrado che oserei dire quasi strutturale – commenta Gerosa – e la balconata di un tempo non esiste più. Ecco perché ci siamo convinti che la soluzione più giusta fosse quella di adeguare la struttura alle linee attuali». In che modo? Il cambio più drastico riguarda «il nuovo blocco che dividerà l’ingresso dalla sala vera e propria: questo volume moderno, dalle linee spezzate, questa sorta di geode rimarrà di fatto incastonato nella parte anteriore dell’edificio, ospiterà la biglietteria, gli ascensori, i bagni e, al piano superiore, un’altra saletta proiezioni, la vera e propria sala macchine e una zona ristoro. Più oltre, ovviamente, la sala cinematografica maggiore, con i suoi circa 200 posti. Sarà mantenuta identica al passato l’area palco, il proscenio, saranno ripristinati i camerini, così da poter ancora assolvere eventualmente alla funzione teatrale.

Infine, l’impiantistica. Ci sarà tutta la parte che riguarderà l’impianto elettrico, il condizionamento e il consumo energetico, si ricorrerà alla domotica e a pannelli insonorizzanti.

Insomma, il messaggio di fondo da mandare a Roma è che il Comune di Lecco intende fare, di un bene ormai in degrado ma vincolato dalla Soprintendenza da almeno dieci anni, un sala cinematografica compiutamente attuale, seppur in linea con i fasti stilistici di un tempo. Incrociamo le dita.

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