Lecco. Il mercato spagnolo

Sbocco importante per l’acciaio

Un incontro sull’export siderurgico - Rodacciai nei paesi Baschi realizza prodotti inox, l’acquisizione nel ’94, installato anche un laminatoio

Un mercato interessante, per la siderurgia italiana, è quello spagnolo, che ha importanti potenzialità di assorbimento di materiale proveniente dal nostro Paese: ogni anno, infatti, le nostre aziende hanno la possibilità di esportarvi oltre un milione di tonnellate, specie nel comparto dei prodotti piani.

In occasione dell’ultimo webinar Siderweb, il responsabile dell’Ufficio studi Stefano Ferrari si è infatti detto convinto che «si possa lavorare sulle esportazioni di prodotti piani, soprattutto di coils rivestiti, segmento nel quale la Spagna appare deficitaria e l’Italia ha buone possibilità di sviluppo. Per quanto concerne le importazioni dal Paese iberico, infine, la Spagna rimane un punto di riferimento per le travi e l’inox».

Le conseguenze della pandemia, naturalmente, non sono mancate nemmeno in questo ambito, considerato che l’interscambio di acciaio tra Spagna e Italia, nel 2020, è calato rispetto al biennio precedente: l’Italia ha venduto 787mila tonnellate di acciaio, comprandone 780mila, per un bilancio in sostanziale equilibrio. Rispetto al biennio precedente, la riduzione dell’export è di circa 3/400mila tonnellate, mentre nella direzione opposta la contrazione è stata di 200mila tonnellate.

Pesante il calo nella produzione di acciaio spagnolo, che nel 2020 ha fatto segnare livelli di 50 anni fa (intorno agli 11 milioni di tonnellate, -19,5% tendenziale secondo la World Steel Association). Non è cambiata la struttura produttiva: per l’89% si producono acciai non legati, per il 7% inox e per il 4% legati.

La Spagna è importante anche per il Gruppo Rodasteel, cui fa capo la lecchese Rodacciai. Nell’acciaieria Olarra, acquisita nel 1994, produce 85mila tonnellate di prodotti lunghi in acciaio inox. Di queste, circa 8mila restano sul mercato iberico, permettendo con altre 2mila tonnellate importate dall’Italia di soddisfare il 50% della domanda spagnola di lunghi finiti a freddo. Un ulteriore 30% viene spedito in Italia per subire lavorazioni diverse da quelle possibili a Olarra e infine 50mila tonnellate dalla Spagna sono destinate al mercato europeo e mondiale, sotto forma di trafilati pelati e rettificati.  

A portare l’esperienza quasi trentennale del gruppo sul mercato spagnolo è stato l’a.d. Gianluca Roda, il cui intervento si è aperto con un ricordo relativo proprio all’acquisizione effettuata nei Paesi Baschi. «Un’acciaieria in miniatura da 22mila tonnellate l’anno, talmente piccola che dissi a mio padre, mentre concludeva la trattativa, che avremmo potuto portarla nella nostra sede italiana e metterla a monte del laminatoio senza problemi di spazio».

L’acquisizione fu comunque l’opportunità per sviluppare il business dell’acciaio inossidabile che per il gruppo lecchese specializzato nei prodotti finiti a freddo è sempre stato definito un “must”. «La nostra decisione fu di incrementare la produzione del sito che nel giro di un anno passò da 20mila a 85mila tonnellate colate annualmente. Sin dal ’95 abbiamo avviato un piano di investimenti che ci ha portato al sito odierno. Abbiamo aggiunto il laminatoio rotoli che fa dal 5,5 al 32 di tondi, esagoni e quadri; barre fino al 105 e raddoppiato la portata per colata del forno ad oltre 50 tonnellate. La peculiarità di Olarra, nonostante sia dotata di un’acciaieria, è quella di non vendere prodotti semifiniti, né billette né vergelle, ma solo prodotti finiti a freddo di cui siamo tra i leader di mercato».

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