Lecco. Il lavoro tiene  Ma sale l’ansia per il virus
Nel 2019 a beneficiare degli effetti del trend positivo sono stati soprattutto gli uomini

Lecco. Il lavoro tiene

Ma sale l’ansia per il virus

Nel 2019 in provincia 1.677 addetti in più, diminuiscono però i subordinati e crescono i precari - La vera sfida sarà la ripresa dopo l’emergenza

Se lo sguardo sull’occupazione dei prossimi mesi è a dir poco un’incognita legata agli effetti del coronavirus, si può tentare di prendere come buon auspicio l’ultima statistica elaborata da Unioncamere Lombardia su base Istat, che parla di una crescita occupazionale magari un po’ altalenante durante il 2019, ma legata a un tessuto produttivo che si conferma robusto e, speriamo, anche resistente al peggio.

Gli stessi analisti di Unioncamere mettono in guardia sul fatto che in Lombardia, dove i posti di lavoro nell’ultimo trimestre del 2019 e anche nel corso dell’intero anno sono cresciuti, «si intensificano però i segnali di rallentamento, in attesa degli affetti del Covid-19».

Nella regione nell’ultimo trimestre 2019 l’occupazione è cresciuta dello 0,8% sullo stesso trimestre del 2018 e dell’1,3% durante l’intero anno rispetto al 2018, per un numero di occupati che nel quarto trimestre dell’anno sfiora i 4.5 milioni di persone.

A Lecco il 2019 è stato un anno difficile soprattutto per la metalmeccanica, con un quarto trimestre che, spiegano i dati camerali, ha visto rallentare la produzione industriale dell’1,9% a Lecco, con quel che ne deriva anche per l’occupazione.

In proposito anche per Lecco sono appena stati pubblicati dall’Istat i dati del 2019, in parte elaborati per La Provincia dal segretario generale della Uil del Lario, Salvatore Monteduro.

Nel 2019 gli occupati lecchesi (fra dipendenti e indipendenti) sono stati 150.543, contro i 148.866 del 2018. Quindi 1.677 persone in più al lavoro. Di questi nel 2019 i maschi sono 85.999 (84.598 nel 2018). Le donne sono 64.544 nel 2019 e 64.268 l’anno precedente. L’incremento maggiore è stato dunque fra gli uomini.

Per quanto riguarda i dipendenti nel 2018 erano 116.147 e nel 2019 114.413, quindi sono calati di 1734.

Gli indipendenti, quindi coloro con contratti non stabili, nel 2018 erano 32.719 mentre sono saliti a 36.130 nel 2019, 3411 in più. Quindi i subordinati diminuiscono mentre i precari aumentano. «Sì – conferma Monteduro – e questa è la rappresentazione di quel che abbiamo più volte detto durante il 2019 a proposito di una situazione lecchese di grossa criticità e difficoltà».

«Se è vero – continua – che complessivamente l’occupazione è aumentata, ad aver determinato questo risultato sono i lavoratori autonomi, mentre come vediamo i subordinati sono calati. Aggiungo che attendiamo ora di capire anche la tipologia dei contratti dei subordinati, perché anche i dati periodici che abbiamo rilevato durante l’anno fra avviamenti e cessazioni confermano un incremento delle assunzioni a part time».

E ci sono anche i dati lecchesi annuali sulla disoccupazione. Nel 2018 i disoccupati erano 8.888, scesi a 8.427 nel 2019 (-461). Sul totale nel 2018 i maschi erano 4.528, che scendono a 3.446 nel 2019 (-1.082). Le disoccupate invece crescono: 4.360 nel 2018 contro 4.982 l’anno dopo (+622), evidenziando una «situazione di maggior sofferenza per l’occupazione femminile - conclude Monteduro - Complessivamente quindi calano i disoccupati e di ciò beneficia il genere maschile».


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