Lecco. «Il cuore fa la differenza  tra la vita e la morte»
Monsignor Davide Milani

Lecco. «Il cuore fa la differenza

tra la vita e la morte»

Comunità cristiana, Un’altra omelia del prevosto Davide Milani trasmessa in streaming dalla basilica

LECCO

La pagina di Lazzaro, la fuga degli ebrei dall’Egitto, sono diventati, nelle parole del prevosto di Lecco monsignor Davide Milani, il contrappasso per la situazione attuale.

«Gli ebrei si salvano dagli egiziani che li volevano catturare - chiosa - Le sorelle di Lazzaro vorrebbero essere liberate dalla morte del fratello. Anche noi sentiamo lo stesso senso di schiavitù dalla libertà e come le sorelle di Lazzaro vorremmo essere liberati dalla morte, dal dolore delle perdite, della morte fisica e dalla fine della nostra speranza. A fare la differenza tra la morte e la vita, tra la schiavitù e la libertà è il cuore. Il cuore degli egiziani era ostinato nel continuare a inseguire gli ebrei in fuga verso la loro libertà e questo cuore li porta a perire. A differenza del cuore di Mosè che è sempre in dialogo con Dio. Legge quel che gli capita alla luce del cuore di Dio, alla luce di quello che il Signore gli chiede. In questo modo riesce a salvare la vita sua e del suo popolo».

E il sillogismo è consequenziale: «Anche noi corriamo il rischio di essere ostinati, di continuare a illuderci che il periodo che stiamo vivendo sia una condizione passeggera. Siamo ostinati nel non leggere quello che la vita ci sta dettando, nel non cogliere i tanti segni che la vita in famiglia, che le tante testimonianze, che quel ci dicono l’arcivescovo e il Papa, ci stanno mandando».

Chissà quante persone hanno pensato che il Signore è lontano in queste ore. Chissà quanti hanno invocato: “Signore dove sei?” in questi giorni. Risponde monsignor Milani: «Gesù non è presente quando Lazzaro muore. Gesù sembra impotente agli occhi dei famigliari e dei discepoli. Quando però Gesù arriva nella casa di amici, le sorelle di Lazzaro, il prodigio avviene come simbolo, non come preferenza. La nostra vita e la nostra sofferenza saranno visitate dall’amore di Gesù se sapremo vivere come suoi amici».

Poi la citazione artistica, sull’onda del Tintoretto Rivelato come tramite del messaggio cristiano: «C’è un quadro al Rijksmuseum di Amsterdam, un quadro di Jan Der Meer (“la lattaia”) che descrive una domestica intenta a versare il latte per preparare la colazione: proviamo a vivere la nostra giornata con i gesti quotidiani e nell’amicizia del Signore. Il premio Nobel Wislawa Szymborska scrisse: “Finché quella donna verserà il latte dalla brocca alla scodella, il mondo non merita la fine del mondo».


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