Lecco. Il contratto dei tessili   Arcioni: «rapporti più moderni»

Lecco. Il contratto dei tessili

Arcioni: «rapporti più moderni»

Nel Lecchese interessati 2200 lavoratori, Confindustria: «Aumenti legati alla produttività»

Con un anno di ritardo si è raggiunta l’intesa fra Smi (Sistema Moda Italia) e Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil per il rinnovo del contratto nazionale dei tessili, che coinvolge quasi mezzo milione di lavoratori per 40mila imprese in Italia, fra cui 90 aziende e 2200 dipendenti in provincia di Lecco.

Fra imprese e sindacati c’è soddisfazione per un accordo che a breve sarà sottoposto alle assemblee di fabbrica e che si è chiuso con aumenti economici, flessibilità e nuovo welfare, per una durata compresa fra l’1 aprile 2016 e il 31 dicembre 2019.

Dopo un anno difficile accompagnato da 16 ore di scioperi e presìdi in tutt’Italia, la parte economica dell’intesa prevede che con tre anticipi in busta paga saranno regolati i minimi sull’inflazione (al quarto livello) per un totale di 75 euro, di cui 25 euro saranno versati dall’1 aprile 2017 al 30 giugno 2018, 25 euro dall’1 luglio 2018 e 20 euro dall’1 luglio 2019. L’aumento retributivo definitivo per il 2017 e 2018 sarà calcolato nei mesi di luglio del 2818 e 2019 in base agli indici Ipca che l’Istat renderà noti nei mesi di maggio 2018 e 2019, e l’eventuale differenza in più o in meno sarà compensata negli incrementi previsionali indicati dall’1 luglio 2018 e 2019.

Inoltre aumentano da 96 a 104 le ore di flessibilità, mentre sul welfare si istituisce un fondo bilaterale per la sanità integrativa. Per Sergio Arcioni, presidente della categoria tessile e abbigliamento di Confindustria Lecco e Sondrio «dopo circa un anno di trattative complesse, per la distanza delle posizioni iniziali delle parti, è stato finalmente sottoscritto un accordo di rinnovo nel quale, in particolare per la parte economica, è stata trovata una soluzione di mediazione dove la regolazione dei minimi avviene sull’inflazione effettiva ed è preceduta dal riconoscimento di anticipi salariali. Gli aumenti reali dei salari - aggiunge - sono quindi demandati al livello aziendale, dove si realizza lo scambio salari-produttività. Un dato importante è anche quello relativo all’investimento nel welfare con la costituzione, fra l’altro, di un nuovo fondo bilaterale per l’assistenza sanitaria integrativa. L’accordo - conclude Arcioni - è un passo significativo verso modelli contrattuali più moderni».

«La positività maggiore - afferma Davide Martorelli, della segreteria di Femca-Cisl Lecco e Monza - sta nell’essere riusciti a rinnovare il contratto nazionale migliorandolo e senza perdere nulla di ciò che avevamo».

E spiega: «Abbiamo fatto 16 ore di sciopero per dire no a proposte aziendali che ci chiedevano straordinari, modifiche sui permessi per malattia e altro. Lo sciopero ha cancellato tali richieste. Il nuovo accordo - aggiunge - pone forti novità in tema di tenuta economica, potenziamento di Previmoda e istituzione del fondo sanitario a totale contribuzione aziendale, totalmente gratuito per i lavoratori. Ora - conclude - ci prepariamo a un giro di assemblee coi lavoratori, mentre stiamo decidendo se fare anche le assemblee di tutti i delegati».


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