Lecco. Il clima impazzito e le api

Dimezzato il raccolto di miele

La situazione a Lecco e Como più grave che nel resto d’Italia: «L’acacia rovinata dalle gelate: 3 kg ad alveare contro i venti di media»

Lecco. Il clima impazzito e le api Dimezzato il raccolto di miele
Sara Ranghetti con il suo miele a un mercatino

Dimezzata la produzione di miele nei nostri territori.

In tutta Italia incendi, siccità, bombe d’acqua, violente grandinate, gelo e gli effetti del cambiamento climatico hanno compromesso pesantemente la vita delle api: nel 2021 ci siamo persi un barattolo di miele su quattro, il calo nazionale del settore è del 25%. Ma sul Lario è andata peggio: la riduzione di produzione di miele ha toccato il 50% nelle due province di Como e Lecco.

«Il raccolto di miele di acacia è saltato quasi completamente dopo le gelate di primavera che, ad aprile, avevano colpito gli alberi di robinia con le gemme appena aperte - conferma Fabio Villa, dell’azienda Maggiociondolo di Casatenovo in provincia di Lecco - i pochi che sono riusciti a raccogliere qualcosa, nella Bassa, hanno recuperato 3 kg ad alveare contro una media di 18/20: in pratica, nulla. Nello stesso periodo, è saltato anche il primo raccolto di millefiori primaverile, mentre le ingenti piogge di maggio hanno fortemente ridimensionato il secondo, con un calo del 40% e oltre».

Meglio la raccolta del miele di castagno per alcune zone e positiva la performance per la varietà tiglio di montagna. «Perché dopo un inizio di stagione piovoso e freddo, il bel tempo è andato stabilizzandosi. Ma nel complesso è, purtroppo, un’annata da dimenticare - spiega Sara Ranghetti dell’Apicoltura EG di Beregazzo con Figliaro in provincia di Como - la primavera è stata un disastro e il raccolto del miele ne ha purtroppo confermato gli effetti: pioggia e gelo hanno compromesso la produzione del miele di acacia, che è colato a picco. Noi abbiamo salvato il tiglio e il millefiori di montagna, ma anche il castagno ha avuto un calo consistente». In Italia, secondo Coldiretti, esistono più di 60 varietà di miele a seconda del tipo di “pascolo” delle api: acacia, millefiori, castagno e tiglio sono le più diffuse a Como e Lecco, dov’è presente anche una discreta produzione di melata. Non mancano poi i mieli da piante aromatiche come lavanda, timo e rosmarino.

Un mondo complesso e delicato, ora messo ancora più in difficoltà e per questo è sempre importante verificare le indicazioni in etichetta «per essere certi di portare in tavola miele 100% italiano - è la raccomandazione del presidente della Coldiretti interprovinciale Fortunato Trezzi - a fronte di un simile calo produttivo occorre ancor più di prima essere attenti per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità. Quindi, l’appello ai consumatori è di guardare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica».

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