Lecco. I rincari di energia e materie prime
Un peso sulla ripresa degli artigiani

L’indagine: Confartigianato evidenzia che i ricavi medi sono ancora inferiori al pre Covid - Il 28% delle imprese dichiara di lavorare in perdita per effetto dell’impennata dei costi

Lecco. I rincari di energia e materie prime Un peso sulla ripresa degli artigiani
Le imprese di minori dimensioni sono le più penalizzate dai rincari di energia e materie prime

Confartigianato Lombardia ha fotografato le condizioni di salute delle imprese artigiane del territorio regionale in relazione alla pandemia, per capire quante aziende siano già riuscite a voltare pagina – pur nelle enormi difficoltà del periodo, cui da qualche giorno si è aggiunto il conflitto in Ucraina – e quante invece siano ancora zavorrate dalle conseguenze del Covid.

Sono tante le evidenze significative che emergono dalla settima edizione della survey “Effetti del Coronavirus sulle mpi e imprese artigiane lombarde” di Confartigianato Lombardia, alla quale hanno partecipato oltre 1.800 micro-piccole imprese e imprese artigiane.

In primo luogo, è risultato che durante il 2021 il fatturato delle mpi lombarde non è riuscito a superare i livelli pre crisi, rimanendo sotto dell’8,8%. Diverse criticità stanno mettendo a rischio la ripresa; tra quelle maggiormente subite dalle micro e piccole imprese della nostra regione figurano inevitabilmente l’elevato prezzo delle componenti energetiche (60,2%) e delle materie prime (53,5%). Una mpi lombarda su tre segnala anche la difficoltà nel reperire personale e nel trovare competenze (31,2%) e la scarsità di materiale e i dilatati tempi di consegna della merce (28,2%).

Il balzo dei prezzi delle commodities energetiche porta il 28,7% del campione a lavorare in perdita, il 14,3% a ridurre o modificare l’orario di lavoro e il 6,3% a scegliere di non adempiere a contratti in essere. Altro problema che rende difficile fare impresa e che permane nonostante l’uscita dalla condizione di lockdown e la riduzione delle restrizioni, è costituito dalla difficoltà nel relazionarsi con la pubblica amministrazione, come indicato da circa un’impresa su 3 (27,2%).

Questo inizio d’anno ricco di luci e ombre fa tornare a crescere la quota di mpi incerte rispetto all’andamento futuro del mercato (58,7%, contro il 39,7% rilevato con la survey del mese di settembre dello scorso anno).

Tra i dati che questa survey restituisce ce n’è uno in particolare che conferma che le piccole imprese lombarde mettono coraggio e dedizione nella loro attività: a seguito dello scoppio della crisi il 55% delle mpi ha messo in campo azioni di sviluppo per rispondere alla pandemia. «Questo dato – ha evidenziato la confederazione regionale - dimostra come gli imprenditori artigiani e di piccole imprese davanti alle difficoltà si rimboccano le maniche, cercano nuove strade, non si siedono, rispondono alle esigenze nuove del mercato affrontando il cambiamento. Molte di loro hanno agito migliorando la qualità del personale, altre diversificando la produzione, altre cambiando l’organizzazione interna e altre ancora attivando nuovi canali di vendita».

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