Lecco. I contratti a tempo  fanno aumentare le Naspi
Nel Lecchese sono in aumento le richieste della Naspi

Lecco. I contratti a tempo

fanno aumentare le Naspi

In crescita il numero degli occupati

ma anche le richieste di contributo ai senza lavoro. Ore lavorate: siamo su livelli inferiori a quelli pre crisi

Aumentano in provincia di Lecco le richieste di indennità di disoccupazione (Naspi), ma non è più per effetto di grosse crisi che, fatta salva la soluzione per gli ultimi casi, Aerosol e Maggi Catene, sembrano essere in buona parte terminate.

L’impennata di richieste, ci spiega il dirigente del settore Lavoro dell’ente provinciale, Roberto Panzeri, è dovuta in buona parte alla crescita dei contratti a tempo determinato che, su precisi requisiti permettono, nel momento in cui si interrompono, di chiedere la disoccupazione. Sul tema è fissato l’incontro della commissione unica per far il punto sui numeri 2017 della Naspi. «È vero – ci dice Panzeri – che i dati dell’indennità sono aumentati. Ora siamo a 4.400 richieste relative al 2017, contro le 3.600 del 2016, evidentemente legate alle interruzioni dei contratti a tempo determinato, anche considerando che, salvo il caso Aerosol e poco più, sui tavoli della nostra unità di crisi non stanno arrivando altre situazioni di dissesti aziendali. Ora è questo il numero delle domande approvate dall’Inps e che noi abbiamo rivisto per la verifica della condizionalità».

Una verifica importante, fatta nome per nome, visto che i Centri per l’impiego hanno responsabilità diretta sul rispetto delle procedure di assegnazione di Naspi. Un tipo di controllo in cui «non abbiamo un compito sanzionatorio e non abbiamo certo interesse a far perdere la Naspi ai lavoratori – precisa Panzeri -. Il nostro interesse è che i lavoratori vengano da noi per acquisire strumenti per la ricerca attiva di lavoro e il loro reinserimento. Tuttavia facciamo controlli accurati sulla Naspi, tantopiù che in caso di errori la responsabilità, anche contabile, ricade su di noi».

Panzeri spiega che anche a Lecco, così come riferito anche in questi giorni dalle statistiche nazionali, «abbiamo un maggior numero di occupati, ma in stragrande maggioranza con contratti a tempo determinato come mostrano i riscontri sul numero di ore lavorate, che restano ancora inferiori rispetto al periodo pre-crisi. Quindi abbiamo meno disoccupati e più donne al lavoro le quali il part time lo hanno in buona parte scelto».

Così cresce la possibilità di entrare in Naspi. La si ha entro 68 giorni dalla perdita del lavoro e magari poco dopo si viene riassunti con un altro part-time, ma in questo caso i dati sono ancora sotto verifica. Intanto poter chiedere la Naspi dopo un contratto a termine di tre mesi permette di recuperare anche periodi pregressi.

Il requisito fondamentale è quello di poter far valere almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e trenta giornate di lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Nei prossimi giorni le politiche attive per il lavoro saranno al centro di un altro appuntamento fissato dai Centri per l’Impiego di Lecco, che per venerdì 9 hanno organizzato una riunione con 72 enti accreditati, agenzie interinali comprese, provenienti anche da fuori provincia.

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