Lecco. Frenata del lavoro  Penalizzati i giovani
Sono soprattutto i giovani ad avere i maggiori problemi a mantenere un lavoro in questo periodo

Lecco. Frenata del lavoro

Penalizzati i giovani

I dati della Provincia sul mese di marzo, il saldo totale è negativo per 156 posti di lavoro. Le cessazioni tra i 15-24 anni sono state pari al 40%

Una frenata a marzo, rispetto al mese precedente, ma in termini di trimestre l’andamento dell’occupazione lecchese è positivo, sempre sul piano congiunturale. A pagare di più, anche in questo rallentamento, sono i giovani, che non solo scontano un calo di 34 punti negli avviamenti al lavoro, ma subiscono un aumento di oltre il 40% in termini di cessazioni.

A rilevare l’andamento altalenante dei flussi delle comunicazioni obbligatorie relative agli avviamenti, cessazioni, proroghe e trasformazioni di rapporti di lavoro è la Provincia di Lecco, che con i propri funzionari ha analizzato i trend occupazionali rilevando diverse criticità.

Nel rapporto congiunturale, il mese di marzo ha fatto registrare saldi negativi tra avviamenti e cessazioni per uomini (rispettivamente 1.147 e 1.235), donne (729 e 797) e giovani 15-24 anni (398 e 446).

Nel terzo mese dell’anno, dunque, «il saldo tra avviamenti e cessazioni è risultato negativo (-156 unità), in netta flessione rispetto al saldo positivo registrato nel mese precedente (+704). Nello stesso periodo si è verificata una riduzione delle proroghe di contratti (-12% rispetto a febbraio), mentre solamente le trasformazioni portano un segno positivo (+2%) - hanno evidenziato da Villa Locatelli -. Particolarmente significative le riduzioni degli avviamenti per le donne (-29%) e per gli uomini (-20%), a cui si è accompagnata la crescita delle cessazioni (+14% per le donne e +17% per gli uomini)».

Questi dati negativi sono stati solo parzialmente compensati dalla crescita della stabilizzazione dei contratti, attestatasi al +3% per le donne e +2% per gli uomini.

Come anticipato, la frenata più brusca è però quella dei giovani, che scontano un calo anche nelle proroghe contrattuali (da 185 a 156, -16%), ma che registrano un sensibile aumento delle trasformazioni (da 40 a 51, +28%).

Migliore, invece, la tendenza allargando l’analisi al primo trimestre del 2021. Da gennaio a marzo si è infatti rilevato un saldo positivo consistente rispetto all’ultimo trimestre 2020 (+1.574 unità). L’aumento è importante sia per le donne (+631 avviamenti) che per gli uomini (+941).

«Tuttavia, anche in questo caso il numero positivo è maggiormente influenzato dal calo delle cessazioni dei contratti di lavoro (-33%) rispetto agli avviamenti effettuati dai datori di lavoro, che è in territorio negativo (-11%)».

«Considerato che le proroghe e le trasformazioni sono in netta decrescita rispetto all’ultimo trimestre 2020 (rispettivamente del 25% e 43%), emerge un quadro di luci e ombre che rispecchia fedelmente le incertezze sui tempi di ripresa dei settori economici più colpiti dalla diffusione del virus Covid-19, come commercio, turismo e servizi. Si tratta dei comparti maggiormente colpiti a livello locale e nazionale».

Sempre confrontando i dati rilevati nel primo trimestre di quest’anno con quelli dell’ultimo trimestre dell’anno scorso, si nota che l’incremento del saldo tra gli avviamenti e le cessazioni di giovani continua a essere positivo (+546 unità, in crescita rispetto alle 215 unità di ottobre – dicembre 2020), ma nello stesso periodo sono invece crollate le proroghe (-31%) e le trasformazioni (-37%).


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