Lecco. Flessione positiva

Cassa integrazione quasi a zero

Il rapporto della Uil. Il dato è riferito al novembre scorso messo in correlazione con lo stesso periodo del 2021 - Lecco in controtendenza rispetto a Lombardia e Paese

Lecco. Flessione positiva Cassa integrazione quasi a zero
Nel settore metallurgia-meccanica, Lecco ha registrato una contrazione di richiesta di cassa pari a -67,6%

A novembre la cassa integrazione si è quasi azzerata nel Lecchese, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. La situazione economica sul territorio è dunque in sensibile miglioramento, stando alla lettura che la Uil del Lario ha fatto con il suo undicesimo rapporto sul ricorso agli ammortizzatori sociali nelle province di Lecco e Como.

La flessione, tra novembre e ottobre scorsi, si è registrata in entrambi i rami del Lario in controtendenza rispetto alla regione e all’intero Paese, dove invece l’esigenza di cassa è aumentata a livello generalizzato.

Più marcato il calo rilevato nel Lecchese, dove nell’arco di un mese si è registrato un consistente -77,3%, con un totale di 134.003 ore. Se il territorio comasco si è fermato a -47,4% (415.815 le ore richieste), in Lombardia si è invece prodotto un incremento a due cifre, pari a +15%, con oltre 13,6 milioni di ore di cassa. È pari invece a quasi 6 punti l’aumento registrato a livello nazionale, per un totale di quasi 70 milioni di ore.

Andando invece a confrontare il dato di novembre 2021 con quello dello stesso mese dell’anno scorso, la contrazione è ancora più importante e per Lecco raggiunge il -94%. Poco distante Como (-90,9%), mentre Lombardia e Italia chiudono comunque con una diminuzione superiore ai 70 punti, rispettivamente -76,1% e -72,8%.

Anche a livello più complessivo, analizzando l’andamento dei primi undici mesi di quest’anno, si conferma un trend di riduzione che durante il 2021 è stato praticamente costante, salvo rare eccezioni. Nel raffronto con gennaio-novembre 2020, infatti, le aziende lecchesi hanno chiesto un totale di 11.014.111 ore di cassa integrazione, meno della metà di quelle richieste l’anno scorso (-55,6%). In calo anche il dato comasco (25.440.219 ore, pari a -41,6%) e quelli regionale (368.110.573 ore, -45,2%) e nazionale (1.711.903.255, -38,2%).

I dati relativi ai distretti principali delle due Province, rispettivamente metalmeccanico e tessile, mostrano una diffusa ripresa, anche se si evidenzia in modo più marcato in riferimento al metalmeccanico.

Nel settore metallurgia-meccanica, Lecco ha registrato durante il periodo considerato una contrazione di richiesta di cassa pari a -67,6%; un dato di poco superiore a quello comasco, che da gennaio a novembre ha fatto registrare un altrettanto consistente -61,2%. Guardando alla forza lavoro, nella nostra sponda del Lario i lavoratori in cassa integrazione mediamente in questo periodo sono stati 2.495, contro i 1.966 comaschi.

Per quanto riguarda invece il tessile, i numeri sono meno consistenti ma comunque positivi in relazione allo stato di salute del comparto. Nel Lecchese la diminuzione del ricorso all’ammortizzatore sociale è stato pari al -4,4%, dato analogo (-4,6%) a quello della provincia di Como. Molto diverso, invece, il dato relativo alla forza lavoro mediamente in cassa tra gennaio e novembre: 987 a Lecco, 5.445 nel Comasco.

La diminuzione, confrontando gli undici mesi 2021 con quelli dell’anno passato, si registra nei settori dell’edilizia (-81,2%), del commercio (-46,4%) e dell’industria (-38%); aumenta invece pesantemente nell’artigianato (+140,8%) in provincia di Como, mentre nello stesso periodo diminuisce in tutti i settori in provincia di Lecco. Questi i dati lecchesi: industria -57,1%; edilizia -84,6%; artigianato -66%; commercio -42,8%.

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