Lecco. Fanno troppo buio

Via gli alberi da via Pasubio

Santo Stefano : saranno sostituiti a breve con peri da fiore , solo l’ultimo caso di un difficile rapporto tra piante e città

Lecco. Fanno troppo buio Via gli alberi da via Pasubio
Una delle piante rimosse da via Pasubio

Sono stati rimossi gli alberi Celtis “colpevoli” di sollevare il porfido con le loro radici e di coprire con la folta chioma le luci a lato di via Pasubio: il Comune ha deciso di abbattere una fila di cinque piante ancora in salute. Hanno infatti preso il via nei giorni scorsi gli interventi di sradicamento dei Celtis che verranno sostituiti da nuove essenze arboree con radici più corte e chiome meno abbondanti. Tra i residenti, si sprecano le riflessioni su quanto un’attenta manutenzione avrebbe comunque consentito di mantenere le piante originarie ed evitare sostituzioni e ripiantumazioni. Ma tant’è.

Come spiegato in una lettera indirizzata la scorsa settimana ai residenti dall’assessore ai lavori pubblici Maria Sacchi , le piante presenti lungo la via e nelle immediate vicinanze del sottopasso del San Martino «stanno causando problematiche al marciapiede».

Il primo intervento ha avuto luogo nei giorni scorsi, con la vera e propria rimozione dei Celtis. Sarà seguito da un lavoro di rifacimento della pavimentazione, con la creazione di aree per la piantumazione e la messa a dimora di peri da fiore, che comprenderà anche un tratto di via Aldo Moro e si concluderà entro la fine del mese di febbraio. Per due mesi, tra via Pasubio e via Aldo Moro sarà quindi un susseguirsi di interventi per rivedere l’area camminamento e per mettere a dimora le nuove piante.

Nell’ottobre del 2015, sei anni fa, il Comune aveva presentato la fotografia del verde in città, ed erano state censite 3.531 piante, 955 arbusti, 4.123 metri di siepi, oltre a 165.156 metri quadrati di tappeto erboso, 2.895 metri quadrati di aiuole, e 11.713 metri quadrati di aree boscate urbane. Dei 3.531 alberi passati sotto la lente di ingrandimento, 721 erano risultati in buona salute tanto che al momento dell’indagine non presentavano problemi. Altri 1.272 stavano bene ma dovevano essere tenuti sotto controllo, 1.238 presentavano invece segni, sintomi o difetti significativi, i restanti avevano problemi di diverso tipo.

Negli anni è stato un susseguirsi di revisione del verde, anche a seguito delle cicliche intemperie che hanno sradicato e danneggiato numerose piante sul territorio cittadino. Nel maggio dello scorso anno, non senza polemiche, il Comune aveva abbattuto il vecchio tiglio ormai malato in piazza della Vittoria ad Acquate, storica pianta che aveva una cinquantina d’anni di età.

Sempre lo scorso anno, sul lungolago, si era abbattuto un forte nubifragio con vento e pioggia: aveva sradicato una pianta che, cadendo, aveva schiacciato un’auto posteggiata proprio sotto. Sei anni fa, una tromba d’aria aveva distrutto parecchie piante nel parco di villa Gomes a Maggianico, solo in parte sostituite.

A febbraio del 2019, erano stati piantati ventidue alberi (uno per ciascuna delle scuole elementari e medie della città), donati da Linee Lecco anche in seguito all’evento atmosferico che, a fine ottobre del 2018, aveva colpito il territorio creando non pochi danni al patrimonio arboreo.

Le piante erano poi state messe a dimora nel parco intitolato a Nicholas Green in via Carlo Pizzi, nel parco di villa Eremo a Germanedo, a villa Gomes a Maggianico, nel giardino della scuola media don Ticozzi a San Giovanni, in quello dell’elementare Oberdan di Belledo.

Un patrimonio arboreo importante, quello del capoluogo, con parchi di grandi dimensioni come quello di villa Gomez a Maggianico, e di villa Eremo a Germanedo, ma anche aree verdi molto frequentate come il parco Belvedere di Santo Stefano e l’area di via monsignor Polvara a Belledo.

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