Lecco. «Esami in ritardo  Ora vogliamo i fatti»
L’apparecchiatura per la Tac: liste d’attesa senza fine negli ospedali lombardi

Lecco. «Esami in ritardo

Ora vogliamo i fatti»

Anche il sindaco Virginio Brivio chiede risposte immediate all’Asst per le interminabili liste d’attesa: «Ci assicurano che i pazienti più fragili e gravi vengono controllati. Ma ci sono visite cancellate e senza una data»

«Chiediamo di più, ai vertici sanitari sulla riduzione dei tempi delle liste d’attesa». Virginio Brivio, sindaco di Lecco, non le manda a dire. La gestione delle liste per visite ed esami diagnostici è, per il primo cittadino uscente, un qualcosa di difficile da affrontare, ma sicuramente non deve diventare un muro di gomma sul quale rimbalza qualsiasi esigenza sanitaria che non sia più che urgente.

Brivio non si accontenta della lettera recapitata in Consiglio Comunale circa un mese fa a parziale risposta dell’interpellanza del consigliere Comi da parte di Asst e del direttore Paolo Favini. E non si accontenta delle risposte date al collega Guido Agostoni, presidente dei sindaci del distretto sanitario di Lecco.

Vorrebbe più concretezza, più immediatezza nell’azione, pur sapendo benissimo, come tutti gli amministratori seri, che miracoli sulla riduzione delle liste, oggi come oggi, non se ne possono fare. «Ci hanno assicurato che i pazienti più fragili, penso ai malati oncologici e a quelli cardiologici in primis, sono tenuti in massima considerazione e che per loro i controlli, anche di routine si fanno. Anche quelli non urgenti. Ma ad alcuni rinvii di visite ed esami non sono corrisposti tempi di attesa certi: ovvero alcuni pazienti si vedevano annullato l’appuntamento ma non veniva, contestualmente, indicata una nuova data di effettuazione dell’esame o della visita. Senza alcuna indicazione in tal senso si rischia di perdere credibilità».

Il diggì dell’Asst di Lecco Paolo Favini nella lettera scritta in risposta dell’interpellanza di Luigi Comi, aveva sottolineato l’attenzione che c’è stata sia nei mesi del lockdown che nei mesi successivi, per i malati cosiddetti “fragili”. Ma Brivio, naturalmente, da prima autorità sanitaria del capoluogo, vuole più certezze e non risposte solo “futuribili”. Innanzitutto mostra di comprendere i termini del problema, prima di chiedere: «Il numero di visite ed esami effettuabili, visti tutti i protocolli di ingresso e di sanificazione, è minore rispetto al periodo pre-covid. Siamo forse al cinquanta per cento di esami o visite effettuabili rispetto all’ordinario. Questo ritardo è poi da unire a tutto il pregresso non effettuato durante il lockdown. Poi ci sono le ferie e il doveroso riposo di chi si è esposto tantissimo durante questa battaglia anti covid. Ma questo non deve far venire meno il principio della ripresa più intensa di esami e visite sulle persone con patologie più a rischio. L’Asst assicura che non sono considerati alla stregua degli altri, è vero, ma il percepito degli utenti è diverso. Molti con me o attraverso i miei uffici si lamentano. Alcuni sono proprio quei malati che più di altri meriterebbero una particolare attenzione».

Coinvolgimento più esteso dei medici di medicina generale (quelli “di famiglia”), telemedicina, assunzione di 1300 nuovi infermieri… Sono queste le risposte di Regione Lombardia all’emergenza liste d’attesa: «Sono tutte cose positive – commenta Virginio Brivio – ma non sono ancora risposte concrete. Chiediamo di più. I nodi organizzativi da sciogliere sono tanti e complessi, ma ci vuole un segnale più intenso da parte delle nostre autorità sanitarie. Telemedicina, lavoro con i medici di base, assunzioni. Tutte cose positive ma un po’ futuribili. Non aiutano nell’immediato e la gente ha bisogno di risposte quanto più concrete e veloci possibili».


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