Lecco. Donne lavoratrici  alla sfida del dopo lockdown
Diverse le incognite sul futuro lavorativo femminile dopo il lockdown

Lecco. Donne lavoratrici

alla sfida del dopo lockdown

C’è molta attesa sulle possibilità di lavoro - Panzeri (Provincia): «Fondamentali i dati di ottobre, tante aziende si sono “fermate” e i posti sono a rischio»

La pandemia ha cambiato le carte in tavola anche per l’occupazione femminile.

Ora per tutti, quindi donne comprese, si aspettano le prime verifiche sulle possibilità di lavoro «dopo sei mesi in cui tante aziende, a lockdown finito, hanno dovuto fare i conti con la cassa integrazione, con l’impossibilità di licenziare e soprattutto nell’impossibilità di innovare prodotti, processi e organizzazione. Le aziende – afferma Roberto Panzeri, direttore del settore Lavoro della Provincia - sono ripartite dalla stessa situazione in cui si erano sostanzialmente fermate sei mesi fa».

Sei mesi senza aggiornamento professionale, con interruzione degli stage, senza inserimento di forza lavoro nuova e tecnologicamente formata in base alle esigenze della manifattura e del turismo locale colpiscono anche il lavoro delle donne. «Vedremo cosa salterà fuori alla prossima verifica dei dati che arriverà in ottobre - osserva Panzeri -. Parliamo tanto di nuove sfide, nuove tecnologie, digitalizzazione: ma in questi lunghi mesi tante aziende non hanno più visto nulla di tutto ciò, con quel che ne deriverà sull’occupazione. Ciò comporta fattori di rischio anche per le donne impegnate nell’industria e nei servizi».

Sui servizi alle persone, come ci spiega in questa pagina Tina Valseschini, responsabile del Centro Risorse Donna di Calolziocorte, per quel grande universo di lavoro femminile costituito dalle badanti, la pandemia ha invece creato una nuova pressione di segno opposto: la domanda di badanti in convivenza, non trova più adeguata risposta, e chissà che ciò non porti a rivedere il modello basato sulla presenza di una stessa lavoratrice che resti in casa in pianta stabile sia di giorno che di notte.

Secondo il Report sul Mercato del Lavoro in Provincia di Lecco relativo al 2019, curato dall’Osservatorio provinciale in collaborazione con la Camera di Commercio Como-Lecco e Network Occupazione, nel 2019 in Provincia di Lecco risultavano 150.500 persone occupate, di cui 86 mila maschi (77%) e 64.500 femmine (61%). Il tasso di disoccupazione, per contro, è calato mantenendosi anche nel 2019 al di sotto del livello medio regionale col 5,3% a Lecco contro il 5,6% regionale. Ma la disoccupazione femminile è cresciuta andando al 7,2% contro il 6,4% del 2018, a fronte di quella maschile che è scesa al 3,9% rispetto al 5,1% del 2018. Dal lavoro dei giovani, quindi per ragazzi e ragazze, i dati mostravano nel corso del 2019 un leggero calo della disoccupazione, mentre il 9% dei giovani tra 15 e 24 anni cercava lavoro, l’8% non era attivo, il 56% era studente e il 27% occupato.

Dai dati in arrivo a breve ci si aspetta dunque una fotografia lontana da quella registrata dall’ultimo Report dell’Osservatorio, oltre che dai dati del Quadrante Lavoro di Regione Lombardia che nel 2019 indicavano Lecco fra le province lombarde con il maggior tasso di attività femminile (65% con crescita dell’1% sul 2018) e di occupazione per le donne (circa 60%, senza aumenti né cali sul 2018). Fra i dati regionali, Lecco è anche fra le poche province che nel decennio dal 2008 al 2019 hanno registrato per il lavoro femminile la maggior crescita (+5,6%).


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