Lecco, disabile giù dal bus   nessuna risposta
Un bus di Linee Lecco (Foto by foto d’archivio)

Lecco, disabile giù dal bus

nessuna risposta

Il caso Tre settimane dopo l’inaccettabile episodio di Laorca, da Linee Lecco neppure una telefonata di scuse La famiglia: «Un fatto gravissimo». Oggi l’autista dovrebbe rientrare al lavoro dopo il periodo di malattia

Non è stato ancora preso nessun provvedimento a carico dell’autista di Linee Lecco che martedì 29 giugno ha fatto scendere dall’autobus una ragazza disabile di 25 anni, titolare di un abbonamento annuale, ma che quel giorno aveva dimenticato il portafoglio a casa. Così facendo l’ha lasciata alla fermata di Laorca, lungo la vecchia Lecco-Ballabio, in un punto particolarmente pericoloso, senza curarsi di come avrebbe fatto ritorno a casa.

L’autista non si era presentato alla prima convocazione giunta da Linee Lecco per chiarire quanto accaduto e dai giorni seguenti si trova in malattia, prima per una settimana, poi ulteriormente prorogata.

Senza parole

Secondo quanto riferisce il direttore di Linee Lecco Salvatore Cappello, oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno di assenza del dipendete. Se rientrerà al lavoro, sarà immediatamente convocato per fare chiarezza su quanto accaduto e sulle motivazioni della sua mancata presenza alla prima convocazione ricevuta dall’azienda.

Intanto torna a prendere posizione il padre delle giovane di 25 anni fatta scendere dal pullman, Claudio Scaccabarozzi, che aveva immediatamente scritto a Linee Lecco per denunciare quanto successo: «Sono ormai passati quasi 20 giorni e non abbiamo ricevuto alcuna risposta alla nostra lettera da parte dell’azienda, né una telefonata di spiegazioni. Il sindaco Mauro Gattinoni e l’assessore Emanuele Manzoni ci hanno chiamato per esprimerci la loro vicinanza, ma dalla società continua a non arrivare nessuna comunicazione. Un atteggiamento, questo, che ci ha lasciato davvero stupiti».

La famiglia ritiene infatti che una telefonata dell’azienda sarebbe stata dovuta: «Il solo fatto che nostra figlia sia stata lasciata per strada è un atteggiamento che non va bene, e non andrebbe bene nei confronti di chiunque. Ma soprattutto a lasciarci senza parole è il silenzio di Linee Lecco, avrebbero dovuto chiamarci per farci sapere che qualche iniziativa sarà presa. È vero che è una partecipata del Comune, ma credo che non bastino le telefonate di sindaco e assessore, una risposta alla nostra lettera sarebbe stata dovuta, almeno per dare un segnale che non c’è stato».

L’amarezza del padre

La sensazione è stata quella di sentirsi dimenticati: «Questo ci ha lasciato davvero amareggiati, anche perché abbiamo saputo solo dal giornale come stava evolvendo la situazione. Invece avrebbero dovuto tenerci informati. Non sappiamo nemmeno se è stato davvero preso il provvedimento annunciato per la mancata presentazione dell’autista alla prima convocazione».

Il sospetto della famiglia è che si stia prendendo tempo: «Temiamo – conclude Claudio Scaccabarozzi - che questo atteggiamento sia un modo per procrastinare fino a settembre, fra malattie e ferie, così da abbassare l’attenzione sul problema ed evitare di prendere posizione e provvedimenti su un fatto che riteniamo molto grave per tutti. Perché la maleducazione che ho sentito con le miei orecchie, essendo in quel momento al telefono con mia figlia, non può essere negata». S. Sca,


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