Lecco, disabile fatta scendere dal bus  L’autista è ancora in malattia
Sulla vicenda interviene anche la Uil dei lavoratori dei trasporto

Lecco, disabile fatta scendere dal bus

L’autista è ancora in malattia

Linee Lecco Il lavoratore non aveva risposto alla convocazione dell’azienda

Il direttore Cappello: «Aspettiamo di parlarci per decidere i provvedimenti»

Resta in malattia l’autista di Linee Lecco che martedì 29 giugno ha scendere dall’autobus a una ragazza di 25 anni con disabilità, titolare di un abbonamento annuale, che quel giorno aveva lasciato a casa il portafoglio e quindi non era in grado di mostrare il tesserino.

La giovane era stata fatta scendere alla fermata di Laorca, lungo la vecchia Lecco-Ballabio, in un punto peraltro abbastanza pericoloso, senza curarsi di come avrebbe potuto far ritorno a casa.

Nei giorni seguenti, la famiglia aveva inviato una lettera a Linee Lecco chiedendo spiegazioni in merito a quanto accaduto. Lettera che al momento non ha ancora ricevuto risposta ufficiale, se non attraverso una telefonata di scuse del sindaco Mauro Gattinoni e assessore Emanuele Manzoni e con la posizione di condanna pubblica di quanto accaduto da parte del direttore dell’azienda Salvatore Cappello.

Non sono però stati ancora resi noti eventuali provvedimenti di Linee Lecco nei confronti dell’autista. L’uomo ha infatti prima disertato la convocazione dell’azienda per dare le proprie spiegazioni e poi si è messo in malattia per qualche giorno. «Ci ha comunicato – spiega il direttore Cappello – che la malattia continua. Non sappiamo dire quando rientrerà. Come già dichiarato, gli abbiamo inviato una richiesta di spiegazioni per iscritto a cui ancora non ha risposto. Attendiamo ancora di poter parlare con lui per poi prendere le nostre decisioni. Si tratta di un autista che in passato non ha mai avuto alcuna sanzione disciplinare». Linee Lecco ribadisce l’intenzione di migliorare la formazione dei propri dipendenti sul tema delle disabilità, dopo i diversi episodi segnalati di mancanza di attenzione nei confronti delle persone con fragilità: «Come già annunciato – conclude Cappello – avremmo un incontro con la Fand (Federazione tra le associazioni delle persone con disabilità) del presidente Silvano Stefanoni. Già lunedì ci incontreremo per capire con loro come è possibile migliorare il servizio nei confronti di questa fascia dell’utenza e su come meglio formare i nostri autisti».

Su questa vicenda si è espresso anche Carmelo Minniti, della Uiltrasporti: «Come organizzazione sindacale, riteniamo il fatto gravissimo se corrispondente a quanto denunciato e siamo vicini alla ragazza e alla sua famiglia. Se verranno accertate responsabilità tutta la società civile dovrebbe indignarsi, ma tutti i fatti vanno sempre dimostrati. Ricordo però che il personale addetto alla guida non inizia il turno di lavoro pensando di creare problemi, in particolare su persone che necessitano il rispetto da parte di tutti, ma si adopera giornalmente con dedizione e professionalità alla propria attività, così come è stato per tutto il periodo pandemico». S. Sca.


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