Lecco, Digitec   Il futuro della telemedicina
Simone e Fausto Re della Digitec

Lecco, Digitec

Il futuro della telemedicina

L’azienda di Lecco compie trentacinque anni, fondata da Fausto Re e ora guidata dal figlio Simone - Oggi raggruppa oltre quaranta collaboratori

Di passi avanti ne ha fatti parecchi in questi 35 anni di vita: la Digitec di Lecco festeggia il “compleanno” gettando uno sguardo indietro ma sempre rivolta verso il futuro.

E’ una ricorrenza di rilievo, quella che in questi giorni si celebra in seno all’azienda presieduta da Fausto Re, che ha guidato i festeggiamenti svoltisi l’altra sera. L’azienda, nata nel 1985, prese avvio in un bilocale di 60 metri quadri, nel centro della città. A lavorarci erano tre persone. Erano «giorni ardui con i miei soci di allora», ha ricordato Re, che negli anni ha ceduto il timone dell’azienda al figlio Simone, che ora guida un gruppo oltre quaranta professionisti con competenze molto elevate tra fisici, esperti informatici ed elettronici, matematici, bioingegneri ed economisti.

Impegnata nel settore radiologico, dove opera per progettare e personalizzare sistemi software e hardware in grado di acquisire, elaborare e trasferire immagini medicali, Digitec nasce con una forte componente innovativa e tecnologica e continua a fondare su questi elementi la propria competitività, con investimenti in ricerca e sviluppo, risorse umane e formazione specifica.

«Già dal 1990 - ha evidenziato ancora Fausto Re - avevamo venduto circa tremila macchine nel mondo. Data la complessità di quelle macchine, gli unici nostri concorrenti erano le più quotate multinazionali. Negli anni successivi, adattandoci ai tempi, abbiamo vissuto una completa riconversione da elettronica a informatica, tanto che, se a quel tempo la parte preponderante del costo dei nostri sistemi era composta da hardware, oggi invece ben più della metà è costituita da costi di progettazione e sviluppo. Questo significa non solo che ci siamo saputi adattare ai tempi e al mercato, ma soprattutto che ciò che vendiamo oggi è il prodotto della nostra intelligenza. Il prodotto dell’intelligenza di ognuno di noi».

Se Digitec nasce con il sogno di sviluppare tecnologie digitali a sostegno dell’uomo, l’idea della tecnologia a servizio delle persone è ancora al cuore delle strategie di sviluppo per i prossimi anni, che non possono prescindere dal guardare con interesse crescente anche all’intelligenza artificiale.

«La pandemia da Covid-19 ha creato una nuova realtà e ha costretto la società a ripensare al concetto di ospedale tradizionale, rendendolo più decentralizzato, modulare e reattivo – ha aggiunto Simone Re - Orientandoci verso la telemedicina siamo impegnati nello sviluppo di applicazioni innovative che ci consentano di dirigere l’azienda verso i suoi prossimi trentacinque anni, continuando sulla linea innovativa del passato. Nello specifico, pensiamo a progetti di intelligenza artificiale che affianchino i medici nella diagnosi e che li accompagnino attraverso un flusso di lavoro più efficace, consentendo di ottimizzare tempo e produttività e creando un impatto sulla cura del paziente sia rispetto al miglioramento dell’assistenza sia nell’accuratezza della diagnosi e dei risultati clinici».


© RIPRODUZIONE RISERVATA