Lecco. Decreto Ristori bis  «Cassa non prevista ai nuovi assunti»
La sede dell’Inps di Lecco

Lecco. Decreto Ristori bis

«Cassa non prevista ai nuovi assunti»

Senza ammortizzatori centinaia di persone, Dell’Era (Consulenti del lavoro): «Serve al più presto che venga fatta chiarezza su un punto essenziale»

Solo in parte il Decreto Ristori bis, che permette di accedere alla cassa integrazione anche ai lavoratori assunti dopo il 13 luglio, corregge il primo Decreto Ristori il quale concede ulteriori sei settimane di ammortizzatore da utilizzare entro fine gennaio 2021 ma solo per le aziende alle quali era già stata autorizzata la cassa integrazione prevista dal Decreto Agosto per 9+9 settimane.

Tuttavia sono parecchie, anche in provincia di Lecco, le aziende che non hanno usufruito dell’intero periodo previsto dal Decreto Agosto con il risultato che, nei fatti, ora non possono chiedere l’ammortizzatore per i nuovi assunti.

Quindi le nuove domande ora sono ferme per evitare di escludere i lavoratori di nuova assunzione, molto numerosi nei pubblici esercizi, in un ritardo che si ripercuoterà inevitabilmente sui tempi di pagamento della cassa integrazione. Per il presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro della Provincia di Lecco «il problema più importante, che è all’attenzione del ministero del Lavoro e dell’Inps a livello centrale e per il quale ci aspettiamo una soluzione rapida anche solo attraverso una circolare dell’Inps, riguarda il fatto che ora non ci sia nessuna chiarezza sulla possibilità di chiedere la cassa integrazione anche per i lavoratori assunti dopo il 13 luglio».

«Ciò posto che – chiarisce Dell’Era -, in assenza, per mancanza di tempi tecnici, di una nuova modifica legislativa si intervenga con una circolare Inps questa riguarda, evidentemente, il livello centrale dell’Istituto e non quello territoriale. La nostra impressione è che la volontà del legislatore fosse quella di includere tutti nelle nuove richieste di ammortizzatore sociale, ma se dobbiamo interpretare alla lettera la norma in realtà i nuovi assunti sono esclusi. Quindi ci aspettiamo chiarezza nel minor tempo possibile».

Come accaduto nella scorsa primavera, anche in questo secondo lockdown per Coronavirus dunque gli ammortizzatori sociali sono tornati ad essere il primo problema per i lavoratori di quelle imprese penalizzate dalla crisi per Covid.

Intanto le richieste di ammortizzatore sono tornate a lievitare nei dati di ottobre, mentre a breve il quadro sarà più chiaro anche sul mese di novembre. “L’impressione – aggiunge Dell’Era – è quella di un aumento anche in questo mese di novembre. E’ in atto in queste settimane una crescita graduale, dovuta anche alle nuove chiusure delle attività legate al turismo a partire dallo scorso mese di settembre. Ma stiamo osservando che anche nella manifattura crescono il timore per gli ordini in calo e la prudenza nella gestione dei costi, in un clima – conclude Dell’Era – che ha portato molte aziende a chiedere in modo preventivo l’accesso a una maggior quantità di cassa integrazione”.


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