Lecco. Cresce la domanda di acciaio   L’auto e l’edilizia fanno da traino
L’anno scorso la domanda di acciaio ha subito una contrazione del 13%

Lecco. Cresce la domanda di acciaio

L’auto e l’edilizia fanno da traino

I prezzi continuano ad aumentare, mentre la produzione resta su bassi livelli

La richiesta di prodotti siderurgici: le previsioni 2021 indicano un rimbalzo superiore al 13%

I prezzi dell’acciaio continuano a crescere, con picchi in particolare per i coils a caldo, ma gli operatori prevedono a breve un cambio di tendenza, in un panorama che sta registrando il consolidamento della ripresa che caratterizzerà il 2021 senza però riuscire a riportare il comparto ai livelli del 2019.

È questa la fotografia del mercato siderurgico emersa durante il webinar “Mercato & dintorni”, organizzato da Siderweb – La community dell’acciaio.

Durante l’incontro online, particolare attenzione è stata dedicata ai dati presentati da Alessandro Sciamarelli, director market analysis & economic studies di Eurofer per i settori utilizzatori di acciaio nel loro complesso. L’esperto ha spiegato che ci si attende una riduzione dell’output dell’11% nel 2020 a cui farà seguito un rimbalzo del 7,4% nel 2021, con l’auto al +15,9% (contro il -19,5% del 2020) ed il +4,3% dell’edilizia (-5,7%). «I livelli produttivi, in generale, rimarranno però su valori storicamente bassi - ha commentato l’analista -. I principali comparti erano già in recessione a partire dal secondo trimestre 2018».

In particolare, il settore più colpito è stato quello dell’auto, mentre le costruzioni hanno retto meglio l’urto della pandemia. Gli elettrodomestici, invece, sono il comparto tornato per primo in territorio positivo, già nel terzo trimestre 2020, «grazie anche alla massiccia introduzione dell’home working, che ha portato una maggiore attenzione alla qualità di vita nelle mura domestiche».

Ciò si tradurrà, per la siderurgia in una caduta nel 2020 del 13% della domanda di acciaio in Ue, la seconda consecutiva dopo il -5,3% nel 2019 con una ripresa attesa per l’anno in corso del 13,3% rispetto all’anno precedente», ha concluso Sciamarelli.

Ha parlato invece di «tempesta perfetta» causata dal Covid e dal conseguente crollo dei prezzi, invece, Achille Fornasini, partner & chief analyst di Siderweb, riferendosi sia alle materie prime che ai metalli. Una situazione «caratterizzata dall’aumento esponenziale della richiesta in Cina, che poi si è verificato - anche se con intensità diversa - nel resto del mondo, e dalla contrazione dell’offerta, oltre che dalle difficoltà logistiche alle quali abbiamo assistito».

Riferendosi ai metalli, l’analista ha spiegato che «hanno seguito lo stesso andamento, forse anche a causa di un eccesso di misure protezionistiche che potrebbero essere riviste». Per quanto riguarda invece i prodotti di acciaio, la situazione appare diversa per lunghi e piani: i primi dopo i forti aumenti di fine 2020 sono in fase di assestamento, mentre i secondi hanno superato i record del 2008. Nonostante la rincorsa delle quotazioni in corso da mesi Fornasini, nel breve periodo, non esclude «nuovi aumenti, anche se probabilmente il “grosso” degli incrementi delle quotazioni è già stato fatto e non posso che aspettarmi successivamente delle flessioni che potrebbero essere anche profonde».


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