Lecco. Costamp in Borsa  «Opportunità per crescere»
Lo stabilimento della Costamp a Sirone : da venerdì scorso l’impresa è quotata a Milano

Lecco. Costamp in Borsa

«Opportunità per crescere»

l presidente Marco Corti ha illustrato l’iter che ha portato alla quotazione e i nuovi progetti: «La nuova sfida è riuscire a produrre vicino ai clienti»

«Quando ho iniziato a lavorare nell’azienda fondata da mio padre cinquant’anni fa mi sono posto due obiettivi: arrivare alla quotazione in Borsa e renderla leader nel mercato mondiale. Li abbiamo centrati entrambi, ma questi rappresentano ora un nuovo punto di partenza».

Marco Corti, presidente e amministratore delegato di Costamp group, ha presentato l’operazione che ha portato alla quotazione della holding a Piazza Affari, gettando uno sguardo anche sulle strategie di crescita che non solo hanno portato negli ultimi anni a quadruplicare il fatturato, ma che promettono di continuare a produrre risultati “pesanti”.

Non è forse il momento migliore per entrare in Borsa, ma il risultato è tanto importante da far passare in secondo piano le pesanti turbolenze del periodo. Che, tra l’altro, non dovrebbero avere conseguenze particolari per il gruppo lecchese, pronto a fare un ulteriore salto di qualità.

A raccontare la genesi dell’operazione è stato lo stesso Corti, affiancato da Matteo Pontello, amministratore delegato di Invest Italy Sim Spa che nel gennaio 2017 ha proposto la quotazione ai vertici del gruppo di Sirone. Si è partiti, nel concreto, da un’esigenza operativa: la Costamp è leader nella progettazione, produzione e vendita di stampi per la componentistica nel settore automotive, lavorando sulla pressofusione di alluminio in alta pressione. Nei mesi scorsi è emersa la necessità di integrare i processi con un partner specializzato nella bassa pressione, complementare alla prima. La scelta è caduta sulla Modelleria Brambilla, che essendo già quotata in Borsa ha aperto anche all’azienda brianzola la strada di Piazza Affari.

«Questa integrazione ci consentirà di diventare l’unico player mondiale con un’offerta completa di soluzioni per il settore automotive – ha affermato Corti -. La nostra crescita è stata veramente importante: eravamo in dieci in 100 mq, oggi abbiamo 312 dipendenti in sei stabilimenti in Italia. Il motore è sempre stato ottimo, tanto che negli ultimi sei anni siamo passati a 15 milioni di fatturato a quasi 60. Mentre gli altri chiudevano, noi assumevamo e sono orgoglioso di rimarcare che non ho mai licenziato un dipendente (se ne è dimesso uno solo, in trent’anni) né abbiamo fatto un’ora di cassa integrazione». I margini di crescita sono e importanti, considerato il progetto per allungare la vita degli stampi che ha ottenuto l’ammissione (con sole altre due aziende in Italia) a Horizon 2020 ma soprattutto il protocollo di Kyoto che impone la riduzione delle emissioni in atmosfera, obiettivo raggiungibile soprattutto passando dalla lamiera all’alluminio. Il futuro è fatto anche di glocalizzazioni, con la realizzazione di plant vicini ai clienti in giro per il mondo, per garantire un’assistenza after sale estremamente puntuale, ma mantenendo la progettazione in Italia, nonostante il 70% del valore della produzione costituisca l’export (e l’80% del restante 30% finisca comunque oltre confine).

A Pontello i dettagli più tecnici. «È stata un’operazione di elevata complessità per le interlocuzioni con l’autorità di vigilanza. A fine aprile si è chiusa l’Opa obbligatoria e oggi giunge al termine anche l’obbligo di acquisto. I soci finanziari sono prevalentemente rimasti nel capitale, garantendo continuità. Solo i soci storici sono usciti dalla proprietà. Da venerdì scorso la Costamp è quotata in Borsa come Costamp Group e ieri è stata convocata l’assemblea per effettuare l’ulteriore aumento di capitale, perché il mercato sta richiedendo azioni. In ogni caso, l’85/90% delle quote resterà alla Holding, e il resto sarà flottante».


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