Lecco. «Cassa integrazione

Norme complicate e ritardi»

Ripresa difficile, Matteo Dell’Era (Consulenti del lavoro): «La normativa crea molti problemi nelle domande. Tanti lavoratori da marzo non hanno ricevuto niente»

Lecco. «Cassa integrazione Norme complicate e ritardi»
Sul mercato del lavoro la situazione resta molto incerta

A poche ore dalla scadenza del 30 settembre fissata per la presentazione delle domande di cassa integrazione relative a quanto deciso dal Decreto Agosto e ancora in assenza delle relative istruzioni da parte dell’Inps, dall’Istituto è arrivata la nuova circolare che sposta il termine al 31 ottobre.

Si tratta delle domande di cassa che, come da decreto, riguardano il periodo dal 13 luglio al 31 dicembre, per le quali in quasi due mesi l’Inps non ha ancora emanato le linee guida per l’inoltro delle richieste, «seppure noi – ci dice il presidente dei consulenti del lavoro della provincia di Lecco, Matteo Dell’Era – per non far perdere tempo ad aziende e lavoratori le abbiamo comunque inoltrate, anche se lo abbiamo fatto utilizzando un meccanismo forse non perfettamente lineare e, comunque, escludendo le domande per il Fondo integrazione salariale e per le casse in deroga».

Secondo Dell’Era, «il nuovo termine sposta la scadenza per le presentazioni, ma lo fa con un documento amministrativo che non incide su una norma di legge che fino ad oggi ci ha creato molti problemi operativi nelle richieste di cassa integrazione. Ora – aggiunge - l’emergenza Covid non è più così stringente, ma rimane drammatica la situazione di lavoratori che da mesi continuano a non ricevere l’integrazione salariale, in una confusione normativa che regna sovrana e si conferma drammatica, con rimpallo di responsabilità nei ritardi di autorizzazioni e pagamenti fra Inps e ministero del Lavoro».

Ci sono lavoratori, conferma Dell’Era, che ancora non hanno ricevuto il mese di marzo, e in proposito bisognerebbe indagare le singole situazioni. Ma la situazione si fa pesante da maggio in avanti. «Certo – sottolinea Dell’Era - ora una buona parte di lavoratori ha riscosso l’accredito di maggio, ma siamo in ottobre. E non tutte le domande sono state ancora autorizzate. Non è esagerato dire che la situazione è drammatica». Ora comunque c’è più tempo per l’invio delle richieste e si conta di farcela, anche perché rispetto ai mesi di marzo e aprile nel periodo successivo le richieste sono parecchio calate.

«Per dire con certezza che ciò sia dovuto a una situazione economica migliorata dovremmo poter capire a fondo cosa stanno facendo le aziende, quale sia la loro situazione degli ordini. Dal nostro osservatorio vediamo che anche a Lecco - aggiunge Dell’Era – nei mesi estivi c’è stata una ripresa dell’occupazione, ma riteniamo che le assunzioni dei mesi di luglio e agosto siano dovute all’occupazione stagionale. Le imprese mie clienti -aggiunge – riferiscono che in questo mese di agosto si è lavorato di più rispetto agli ultimi 2-3 anni, con un aumento sostenuto legato a turismo e pubblici esercizi. Per il resto – aggiunge – nell’occupazione del territorio siamo molto al disotto rispetto all’anno scorso, e non solo per il Covid visto che da mesi a partire dall’ultima parte del 2019 la recessione era già in atto. Ora più che mai contano poco i dati mese su mese, come minimo servirà conoscere il nuovo dato semestrale per un’idea precisa di cosa stia accadendo».

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