Lecco. Camere di commercio

C’è il decreto di riforma

Il via libera: entro sei mesi da 105 a 60. Riduzione del 50% dei diritti a carico delle imprese, tutti gli incarichi saranno gratuiti, tagliato il numero dei consiglieri. Lecco verso la fusione con Como

Lecco. Camere di commercio C’è il decreto di riforma
Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda

Rinviato per settimane, alla fine il decreto sul riordino delle Camere di Commercio è stato varato dal Consiglio dei ministri, giusto in tempo per l’entrata in vigore a giorni, il 28 agosto, della legge delega sulla pubblica amministrazione.

In sostanza il provvedimento stabilisce che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore il numero complessivo delle Camere di Commercio scenderà a un massimo di 60, dalle attuali 105, con un impianto che prevede l’esistenza di almeno una Camera di commercio per Regione e l’accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75.000 imprese iscritte. Un dato, quest’ultimo, che riguarda anche l’ente camerale di Lecco che non raggiunge tale limite e che ha un confronto aperto per l’accorpamento con Com, altra provincia sotto la soglia minima di iscritte.

Insieme i due enti raggiungerebbero il limite fissato e in proposito da mesi l’ente comasco guidato da Ambrogio Taborelli promuove l’unione con Lecco.

E non è tutto, perché il decreto introduce un grande capitolo di tagli per alleggerire i costi di funzionamento degli enti. In particolare, a regime la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese sarà del 50%, mentre il numero di consiglieri dovrà essere tagliato del 30%. Inoltre tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori dovranno essere a titolo gratuito, mentre tutte le aziende speciali camerali, che oggi si occupano prevalentemente di promozione delle aziende all’estero e di innovazione, subiranno una profonda razionalizzazione accorpando in modo trasversale sui territori quelle che svolgono compiti simili.

Un decreto, dunque, varato in linea con l’art. 10 della legge sulla “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche del 7 agosto 2015, che ridefinisce i compiti portandoli il più possibile nel perimetro delle attività istituzionali ed evitando sovrapposizioni di responsabilità fra enti.

Infine il capitolo complesso degli organici, già da tempo in agitazione in previsione dei nuovi tagli. In proposito il decreto che prevede di rideterminare le dotazioni di personale dipendente e la possibilità di realizzare processi di mobilità fra le varie sedi, oltre che di definire criteri di ricollocazione in altre pubbliche amministrazioni per il personale dichiarato in esubero.

Ieri il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha commentato il decreto legislativo di riordino delle funzioni e del finanziamento camerale come «un provvedimento atteso da tempo, che consente importanti risultati in termini di efficienza, razionalizzazione e risparmio per le imprese. Un nuovo modello - ha aggiunto - in grado di dare risposte concrete alla necessità di riorganizzazione sul territorio e di definire con maggiore precisione le funzioni delle Camere. Il Mise rafforzerà in modo significativo la vigilanza e la valutazione delle performance», ha sottolineato Calenda in relazione al rafforzamento della vigilanza del ministero anche attraverso una stringente valutazione sulle performance delle Camere di Commercio ad opera di un comitato indipendente di esperti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA