Lecco. «Bione, più di così  non si poteva fare»
Il campo 1 con il nuovo manto in sintetico

Lecco. «Bione, più di così

non si poteva fare»

Riapertura del centro senza piscina e fitness, l’assessore Nigriello: «Molti gli accorgimenti da seguire per rendere gli impianti conformi alle nuove norme»

Il Bione riaprirà lunedì 29, ma senza piscina. Per quella bisognerà aspettare un non meglio precisato giorno di luglio. Ma l’assessore allo Sport del Comune di Lecco Roberto Nigriello, che inizialmente aveva tuonato «O aprono il 22 o mi arrabbio davvero», alla fine ha dovuto accettare un compromesso con il gestore, la società In Sport. Il comunicato congiunto dell’altro giorno è stato laconico e scritto a quattro mani: da una parte Nigriello e dall’altra l’amministratore delegato di In Sport Paolo Mele.

In sostanza: cominciamo ad aprire e poi si vedrà. Ma Nigriello si dice convinto di aver scelto per il meglio. E spiega perché: «Il 29 giugno si aprirà senza piscina, è vero, ma a parte che non è vero che tutte le piscine lombarde hanno riaperto, né pubbliche né private, giovedì prossimo avrò una commissione sport in cui spiegherò tutto per filo e per segno ai colleghi. Il perché, però, è semplice: bisogna adeguare gli impianti ed è molto più complicato del previsto farlo. Bisogna pulire tutto, sanificare una per una le Uta, le unità di trattamento aria. Bisogna passare di fino tutti i canali, i filtri. Non è una cosa che programmi in pochi giorni e le direttive sono arrivate non un mese fa ma l’altra settimana». E il fatto che il Comune non abbia posto un diktat del tipo “fallo o ti tolgo la concessione”, al gestore, per Nigriello è presto spiegato: «Innanzitutto perché non si può dire al gestore di farlo lui. C’è un altrettanto complesso discorso di disequilibrio economico, dietro a tutto. C’è tutta una serie di questioni complesse, insomma, da affrontare e anche se il gestore ha una serie di doveri a cui ottemperare, bisogna anche definire chi fa cosa e soprattutto chi spende. Ma non è solo a livello economico, il problema, bensì pratico, di tempistiche».

Resta il fatto che lo stesso assessore aveva pensato a lunedì prossimo, il 22, non a quello successivo, 29 giugno, per aprire il centro. Una sconfitta, dunque? Nigriello rifiuta decisamente questo termine: «Hanno accettato quello che abbiamo proposto ovvero tutta una serie di riconoscimenti economici per poter riaprire. Dall’azzeramento del pagamento del canone, alle spese sostenute nel lockdown per far ripartire tutto il centro sportivo e una serie di altre cose. Chiaramente abbiamo trovato un punto di ricaduta economico complessivo, in comune. È un ragionamento del tutto complesso. Non la sentiamo come una sconfitta, però. Questo è certo. L’importante era riaprire. E poi ad agosto teniamo aperto tutto il mese senza le canoniche tre settimane di stop».

Insomma, l’assessore vede il bicchiere mezzo pieno. Anche se molti lecchesi, allettati dal poter sfruttare finalmente la piscina comunale (soprattutto) in tanti vedono quello mezzo vuoto: «Siamo riusciti ad aprire il 29 perché le associazioni sportive che vogliono usare i campi esterni, possono farlo – ribadisce Nigriello – Ci sono i campi da tennis, da calcetto, anche coperti. E anche i tabelloni per il basket e le reti per la pallavolo. Insomma, di sicuro dal 29 si potrà sfogare molta voglia di sport al Bione. Poi con un attimo di pazienza si potranno pian piano riaprire tutte le attività».


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