Lecco. Bilancio navigator  «Nessun lavoratore ricollocato»
I navigator attivi a Lecco e Merate sono in totale dodici, ora sono fermi per l’emergenza sanitaria

Lecco. Bilancio navigator

«Nessun lavoratore ricollocato»

Nella nostra provincia sono attivi in dodici che seguono una lista di 600 lecchesi con il sussidio: «Da gennaio la fase 2, poi tutto si è bloccato per il virus»

A un anno esatto dal primo assegno di cittadinanza, nessun lavoratore lecchese che riceve il sussidio è stato ancora ricollocato grazie ai navigator.

Figure professionali selezionate e assunte esclusivamente per facilitare la ricerca di una nuova occupazione da parte dei percettori del sussidio, a oggi non sono ancora pienamente attive.

Il lungo percorso a ostacoli, verso la totale operatività dei navigator, ha dovuto fin da subito fare i conti con la lentezza della macchina burocratica italiana. Infatti, se il primo assegno di sostegno ai nuclei familiari in difficoltà era stato staccato ad aprile 2019, il concorso per le assunzioni dei navigator era stato bandito solo per il mese di giugno, con l’arrivo dei vincitori sui territori solamente alla fine di settembre. Per la nostra provincia dodici navigator, distribuiti nei centri per l’impiego di Lecco e Merate, con un’età tra i 31 e i 47 anni e provenienti da diverse regioni italiane.

Sono poi stati necessari tre mesi per attivare i rapporti con le aziende lecchesi e per completare la formazione che ha riguardato le peculiarità del territorio e l’iter di presa in carico dei beneficiari, dalla verifica delle potenzialità alla realizzazione di un piano volto all’inserimento lavorativo o in un’attività formativa. Parallelamente la struttura del centro per l’impiego si era attivata per incontrare tutte le persone che percepivano l’assegno di cittadinanza, andando a verificare se fossero in grado di svolgere un’attività lavorativa e profilandole a seconda delle competenze e capacità, ottenendo così una lista di 600 lecchesi che ricevono il contributo di cittadinanza e sono pronti per essere rioccupati.

Da gennaio ha così preso avvio “la fase due”, quella in cui i navigator possono muoversi in autonomia e iniziare i ricollocamenti: «Al rientro dalle ferie di Natale – spiega il responsabile dei centri per l’impiego della provincia di Lecco, Roberto Panzeri – avevo assegnato ai navigator più di 600 fascicoli con persone da convocare per entrare nello specifico di ogni singolo caso. Con i loro responsabili dovevano fare una cernita in modo da avere pacchetti omogenei da 50 fascicoli ciascuno. Non mi risulta che questa operazione sia stata ultimata e poi a febbraio è arrivato il virus che ha bloccato tutto».

Proprio quando si stava entrando nella piena operatività, dunque, l’emergenza coronavirus ha di fatto stoppato le operazioni: «In questo momento – continua Panzeri - per i navigator non è possibile convocare e incontrare i percettori del reddito e quindi questa attività è sospesa, come del resto sono ferme tutte le politiche attive. Alcuni di loro sono tornati al loro comune di residenza e quindi non sono nemmeno più qui in città. Io continuo a tenermi in contatto, girandogli tutte le comunicazioni e gli aggiornamenti che arrivano dall’Inps, in attesa che possano riprendere ed entrare nel vivo della loro attività».

Anpal, l’agenzia da cui dipendono i navigator, nelle scorse settimane ha fatto il punto, a livello nazionale, sulla loro attività: hanno supportato gli operatori dei Centro per l’impiego nella convocazione e accoglienza di 372.855 beneficiari del reddito e li hanno assistiti nella presa in carico di 151.697 di essi. Reso noto anche il numero delle persone che hanno avuto un contratto di lavoro dopo aver ottenuto il reddito di cittadinanza: 39.760.


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