Lecco. Artigiani: la ripresa   ma finora non è per tutti
Vittorio Tonini (a sinistra ) con il presidente di Confartigianato Lecco Daniele Riva

Lecco. Artigiani: la ripresa

ma finora non è per tutti

Crescono le imprese dei comparti manifatturieri, con ricavi in aumento nella meccanica e nelle minuterie - Invece continua a soffrire il settore servizi alla persona

È un artigianato a due facce, quello che guarda al futuro con fiducia (da un lato) e preoccupazione (dall’altro).

Se le piccole realtà manifatturiere hanno intercettato la ripresa e registrano segnali positivi sotto più aspetti, gli artigiani di altri settori (come benessere e alimentare) temono di non riuscire a sopravvivere alla crisi. Anzi, alcuni sanno già che non riusciranno a riaprire.

Lo spunto per effettuare l’analisi viene dai dati forniti dall’Istat, che rispetto allo scorso mese di febbraio rilevano un’industria in crescita.

«La crescita di fatturato e produzione nel manifatturiero trova conferma anche nell’artigianato – ha commentato il segretario generale di Confartigianato Lecco, Vittorio Tonini -. Si tratta di valori positivi che riguardano imprese e settori che stanno trainando questa prima parte del 2021. In particolare, il nostro Osservatorio rileva come i comparti che godono di maggiore salute siano quelli relativi a produzione di mobili, apparecchiature elettroniche e metallurgia. Quest’ultima è quella che ha registrato la più forte accelerazione in termini sia di fatturato che di commesse. A livello lecchese le attività produttive manifatturiere (meccanica, minuterie metalliche), agevolate anche dal fatto di non essere più stata sottoposta a chiusure e restrizioni, così come le attività artigiane dei servizi alle imprese (idraulici, elettricisti, riparatori) sono quasi tornate a livelli pre-Covid».

La ripresa pare quindi essere stata intercettata, tanto che la fiducia degli artigiani del territorio è tornata a crescere. «La difficoltà, al momento, è relativa all’incertezza di fondo che rende complessa la programmazione delle attività. Ma la percezione delle imprese è che la situazione positiva si potrebbe consolidare nei prossimi 2-3 mesi, arrivando quindi alla chiusura estiva in condizioni favorevoli».

In recupero, seppure più lento, anche le esportazioni. «Per l’economia lecchese l’export rappresenta un elemento molto importante, prima in Lombardia per le merci inviate all’estero. Nel 2020, specie nel primo semestre, la flessione è stata molto marcata. I valori ora si stanno gradualmente recuperando, ma si tratta di un lento avvicinamento ai valori pre-pandemia».

Più vivacità la dimostra invece il mercato nazionale, che sta dando segnali di ripresa più decisi. «Questo si riflette anche sull’occupazione: le nostre imprese, al di là del blocco dei licenziamenti, non hanno espresso difficoltà sotto questo aspetto, nei primi mesi di quest’anno. Anche gli ultimi dati dell’Osservatorio provinciale del lavoro parlano di una tenuta per quanto riguarda le imprese manifatturiere. Del resto – ha concluso Vittorio Tonini – se c’è lavoro non c’è motivo di ridurre i livelli occupazionali. E questo - conclude il segretario generale di Confartigianato - è frutto della capacità di reazione che le aziende hanno saputo mettere in campo, recuperando terreno e ponendosi in una condizione che ci permette di guardare al futuro con maggiore tranquillità».


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