Lecco: artigianato e donne   Aumentate le aziende rosa
Daniele Riva, Confartigianato

Lecco: artigianato e donne

Aumentate le aziende rosa

Analisi di Confartigianato: lo scorso anno il numero delle impresecresciuto di 31 unità

In provincia di Lecco le imprese femminili registrate nel 2020 sono 5.107 di cui 1.286 artigiane, pari al 25.2%.

Sono 205 le attività artigiane gestite da giovani under 35 e 115 da straniere. I settori in cui operano le imprenditrici sono: costruzioni 3,7; manifatturiero 22,8; servizi alle imprese 21,4; servizi alle persone 51,8; altro 4,4.

I dati sono stati raccolti ed elaborati dall’ufficio studi di Confartigianato. A Lecco nel 2020 si contano 14.732 avviamenti di donne dipendenti contro le 16.684 del 2019 con un calo del 11,7% pari a 1.952 ingressi in meno nel lavoro. Dato in controtendenza, è il saldo positivo delle imprese artigiane femminili 2020 su 2019 con 31 unità in più. In Lombardia il saldo chiude in negativo con un -72 imprese.

La retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti nel Lecchese segna invece un gap ancora negativo: se mediamente un uomo guadagna 29.837 euro l’anno, le donne sono ferme a 18.562 euro.

I risultati del sondaggio promosso dal Movimento donne impresa di Confartigianato Lombardia “Verso l’8 di marzo 2021. E molto oltre”, effettuato dal 25 febbraio al 3 marzo 2021, a cui hanno partecipato 340 imprenditrici lombarde permettono di raccontare una parte dell’effetto Covid-19 sul mondo delle donne-lavoratrici-imprenditrici. Innanzitutto le donne imprenditrici artigiane “al tempo del coronavirus” si definiscono in prevalenza flessibili, multitasking e problem-solver.

Il 38,4% delle imprenditrici ritiene che lo shock pandemico ha reso molto difficile essere donna imprenditrice. Tale percentuale si alza al 41,3% per quelle imprenditrici che si prendono cura di persone non autosufficienti e per quelle con figli, al 48,4% per quelle con bambini sotto i 5 anni e al 59,3% per quelle che hanno difficoltà elevate nel gestire tempi di vita e lavoro.

Partendo dall’idea che le imprenditrici potessero essere più sensibili ai temi della conciliazione, è stato chiesto quali fossero le soluzioni adottate per agevolare dipendenti e collaboratori: nel 43% dei casi si concedono flessibilità dell’orario, nell’11,6% dei casi si concedono ai dipendenti uomini flessibilità maggiore per dargli modo di condividere con mogli/ compagne la gestione di tempo di cura e nel 6,6% dei casi concedono uno o più giorni di lavoro in smart working. Va tenuto conto che questa ultima soluzione spesso non è applicabile nelle piccole realtà.


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