Lecco. «Aprire una nuova impresa?   Servono 86 adempimenti»
Le difficoltà burocratiche scoraggiano l’avvio di nuove attività

Lecco. «Aprire una nuova impresa?

Servono 86 adempimenti»

La denuncia Cna: resta sempre complicato avviare un’attività, oltre alle pratiche c’è un esborso importante

Aprire un’impresa in Italia continua ad essere troppo complicato e costoso.

La semplificazione resta un miraggio e l’aggiornamento sui numeri delle pratiche necessarie e dei soldi da spendere sono continuamente in crescita.

L’ultimo aggiornamento arriva dall’Osservatorio nazionale della Cna “Comune che vai, burocrazia che trovi”, che stima fino a 86 adempimenti burocratici e quasi 20mila euro di spese per dare il via a una nuova impresa individuando «l’Everest della burocrazia nelle attività di autoriparazione», visto che «per aprire un’officina il Moloch della pubblica amministrazione pretende» le cifre citate.

Non va granché meglio per gli aspiranti imprenditori falegnami, a cui toccano 78 pratiche burocratiche e una spesa di 19.700 euro, mentre gli acconciatori se la cavano con “solo” 65 pratiche da sbrigare in 26 enti e un esborso di 17.500 euro.

Davanti alla commissione parlamentare per la semplificazione Stefania Milo, vicepresidente di Cna, ha sollecitato la «lotta contro la cattiva burocrazia» e ricordato che quanto fatto negli ultimi anni per ammodernare la macchina della pubblica amministrazione non basta. Fra legislazione nazionale e locale sono troppe, ha ricordato, le sovrapposizioni e i ritardi per far partire l’attività d’impresa.

Gli artigiani di Cna chiedono di metter mano alle norme degli ultimi anni fra cui i tempi troppo lunghi per ottenere l’autorizzazione unica ambientale e lo sportello unico per le attività produttive «che sconta in molte località l’impossibilità dell’accesso per via telematica nonostante sia un obbligo di legge».


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