Lecco, Anghileri ritrova  la targa dei repubblichini fucilati
La targa ritrovata nel torrente da Anghileri

Lecco, Anghileri ritrova

la targa dei repubblichini fucilati

Il caso L’esponente della sinistra l’ha recuperata nel Caldone: «Non potevo certo lasciarla nel fiume»

Ricompare dopo otto mesi la targa che era affissa allo stadio di Lecco in memoria dei soldati della Repubblica Sociale fucilati all’indomani del 25 aprile. A ritrovarla ieri mattina è stato il “compagno” ed ex sindacalista Alberto Anghileri. Insomma, la realtà è spesso e volentieri un intreccio di trame molto più curiose e inverosimili della più studiata finzione. Proprio al consigliere comunale della civica di Sinistra tocca il compito di scendere lungo la scarpata in una fredda domenica d’inverno e strappare al pietrisco e alle acque del Caldone quella che era la memoria dell’esecuzione dei soldati repubblichini del 1945.

Per la verità, la targa in questione non era quella originale affissa al muro dello stadio di Lecco ancora durante le giunte leghiste. Si trattava, al contrario, della versione “corretta” dalla prima amministrazione di centrosinistra e che faceva sostanzialmente memoria del fatto storico in quanto tale, aggiungendo alla menzione dei fucilati della Rsi anche il tema delle raffiche di mitra partite a bandiera di resa ancora esposta.

Ma tant’è: certamente non una pagina storica che rientri a pieno titolo nel pantheon personale di un militante di sinistra di lungo corso come è appunto Anghileri. E invece, ecco il fatto di ieri mattina. «Passavo per Bonacina, dal ponte sul Caldone che va poi a Movedo – è il commento di Anghileri - Ho visto immediatamente una specie di targa nel greto del torrente. Sembrava fissata nei sassi, si leggeva a fatica. Mi sono incuriosito e sono sceso. Mi è bastato leggere due parole per riconoscerla subito».

Già, ma che ci faceva lì la targa? Per Anghileri, non si danno molte ipotesi particolari. «Non ce n’è tante - premette - o l’hanno buttata nella notte, o è arrivata giù da Ballabio portata dalla corrente. Sta di fatto che l’ho presa, l’ho messa in macchina e domani mattina sarò subito in Comune per riconsegnarla: non la si poteva certo lasciare nel fiume». La targa di via Cantarelli era sparita lo scorso aprile, dopo che per anni, quella precedente era stata imbrattata e vandalizzata a ripetizione.

«La gravità del fatto si commenta da sè – aveva a suo tempo commentato il sindaco di Lecco Virginio Brivio - e se le forze dell’ordine non riusciranno a recuperarla, di sicuro noi la ripristineremo perché è un fatto storico che non va rimosso nella storia della nostra città». Detto fatto, dopo otto mesi la targa è ricomparsa sotto al ponte di Movedo.
Lorenzo Bonini


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